Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Via Arnaccio

Camionista ucciso da branco di cani: non ha avuto scampo

L'uomo, Vito Guastella, avrebbe cercato di trascinarsi fuori dalla recinzione del piazzale ma non è riuscito a sfuggire alla furia degli animali che hanno infierito sul cadavere per oltre due ore

Un corpo dilaniato. I cani non hanno lasciato scampo a Vito Guastella, camionista 50enne della Marco Polo Autotrasporti di Alcamo (Trapani), che ieri mattina ha trovato la morte nel piazzale della ditta di autotrasporti Di Leo sull'Arnaccio, in località Biscottino, nel comune di Collesalvetti, proprio al confine tra le province di Pisa e Livorno. Gli animali, otto meticci simili a dobermann, lo hanno sorpreso mentre stava agganciando il rimorchio alla motrice. Non ha avuto scampo. Le ciabatte sono state trovate composte accanto alla motrice, dove verosimilmente l'autista se le era sfilate per salire ad agganciare gli ultimi cavi del camion. Brandelli di vestiti, così come le tracce di sangue, distribuiti su un'area di 30 mq. I cani hanno infierito su di lui, hanno attaccato soprattutto le gambe, ridotte fin quasi alle ossa.

Guastella, che aveva chiesto il favore di poter parcheggiare il rimorchio nel piazzale della ditta Di Leo, di Alcamo come lui, in modo da non lasciare il carico incustodito in qualche parcheggio del porto, ha cercato di trascinarsi fuori dalla recinzione del piazzale per sfuggire alla furia dei cani, ma non c'è stato niente da fare. I cani hanno dilaniato il corpo per oltre due ore, visto che l'attacco sarebbe scattato intorno alle 8 e alle 10,40 un dipendente della ditta Di Leo ha trovato il cadavere con gli animali intenti ad azzannarlo.
Ad attirare l'attenzione del dipendente il camion di Guastella con il motore acceso: è salito sulla motrice dal lato passeggero e da lì ha intravisto il branco che ancora si stava accanendo sul corpo del camionista. E' corso, stordito dallo shock, a dare l'allarme, ma a niente è servito l'intervento del 118.

I cani non sono da considerarsi randagi, secondo l'Asl, perché "per legge appartenenti al proprietario del terreno nel quale abitualmente dimoravano". Sette degli animali del branco sono stati presi e sottoposti a profilassi oltre che ad alcuni esami per verificare eventuali patologie che possano aver originato una tale aggressività. In passato d'altronde i cani non si sarebbero mai resi protagonisti di episodi di particolare violenza.


I Carabinieri e la Procura (che ha disposto l'autopsia sul corpo dell'autista e sequestrato l'area) si concentreranno ora su alcuni aspetti. Da una parte la proprietà del terreno, visto anche che il piazzale aveva una recinzione danneggiata e dalle aperture il branco di cani entrava e usciva. Dall'altra parte si valuterà la posizione di una donna romena, di circa sessant'anni, che vive in una roulotte all'interno dell'area e che sarebbe stata solita nutrire il branco.

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