Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Vito Guastella, camionista sbranato dai cani: riconosciuto dalla moglie il cadavere

Il cadavere di Vito Guastella, il camionista trapanese di 50 anni sbranato da un branco di cani randagi, è stato riconosciuto mercoledì dalla moglie. Procura e Carabinieri continuano ad indagare

È arrivata ieri dalla Sicilia, Vincenza Salato, moglie del camionista Vito Guastella, sbranato da un branco di cani randagi a Biscottino, frazione di Collesalvetti. Per lei il difficile compito di dover riconoscere il cadavere dilaniato del marito, trovato morto dopo due ore dall'aggressione.

Non è stata ancora fissata la data dell'autopsia sul corpo di Guastella. I Carabinieri e la Procura stanno ancora lavorando per chiarire tutti gli aspetti della vicenda. Gli investigatori hanno ascoltato svariate persone per definire innanzitutto se il branco fosse solito stazionare nel piazzale. Al momento non ci sarebbero ancora iscritti nel registro degli indagati, nel fascicolo aperto dal pm Gianfranco Petralia per omicidio colposo.

"Attenderemo l'esito delle indagini in corso da parte delle autorità giudiziarie e delle forze dell'ordine per valutare le dinamiche dell'accaduto e per far chiarezza sull'appartenenza dei cani - ha spiegato il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci - questo perché, da indagini svolte dagli uffici competenti, non risultano essere pervenute all'amministrazione comunale, negli ultimi anni, segnalazioni di fenomeni di randagismo nell'area del tragico evento".

L'amministratore della ditta di trasporti, che gestisce il parcheggio dove è stato sbranato Guastella, è Giuseppe Daniele Di Leo. Dall'azienda affermano di aver segnalato diverse volte all'Asl e al Comune la presenza dei cani randagi. Il figlio dell'amministratore, Vincenzo Di Leo, sostiene di aver chiesto che i cani venissero portati in un posto più idoneo perché erano palesamente aggressivi. Ma dalla Asl e dal Comune è arrivata una pronta smentita.
Sicuramente i cani venivano nutriti ogni tanto dalla donna romena cinquantaduenne che abita in una roulotte nelle vicinanze del luogo del massacro. Inizialmente nella zona c'era solo una cagna che nel corso degli anni ha fatto numerose cucciolate e gli animali sono così aumentati.

Secondo le ricostruzioni Vito Guastella sarebbe sceso dal camion e il branco lo avrebbero accerchiato. Forse aveva del cibo in mano e i cani affamati si era avvicinati troppo all'uomo. Quando si ha a che fare con dei cani randagi affamati, basta anche un piccolo gesto inconsulto per scatenare un'aggressione.
Purtroppo è stato questo il destino del camionista trapanese. Guastella avrebbe cercato di difendersi e di tornare sul camion, ancora in moto. Adesso si attendono ulteriori sviluppi sul caso. La moglie e i familiari cercano risposte: è difficile arrendersi ad una morte tanto assurda e brutale.

 

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