Coronavirus, voli extra-UE e movida: le proposte di Rossi al Governo

Lettera del presidente della Toscana per migliorare le previsioni anti-contagio: verifiche prima di partire per i viaggiatori, tamponi a campione nei luoghi di incontro

Ridurre il rischio di nuovo focolai Covid-19 innescati da chi giunge da Paesi extra-Ue o extra-Schengen e dai loro successivi contatti. E' il tema già dibattuto in Toscana, con la richiesta al Governo di intervenire già formulata dal presidente della Toscana Enrico Rossi. 

I meccanismi attuali presentano troppe criticità per il governatore: "Il problema è quello dell'autodichiarazione che ogni passeggero dovrebbe compilare, indicando il proprio stato di salute e il domicilio (oltre ad un contatto telefonico) dove effettuare i quattordici giorni di isolamento fiduciario. Non tutti lo fanno. Non velocemente quei dati vengono registrati sulla piattaforma informatica, in modo da programmare monitoraggio, test diagnostici specifici e indagine epidemiologica. Ogni giorni, secondo i dati in possesso della Regione, tra gli aeroporti di Firenze e Pisa atterrerebbero circa 400 persone provenienti da Paesi extra-Ue. Soggetti che non si registrano nel sito regionale. E poi c'è chi atterra altrove in Italia (e poi magari si sposta in Toscana) o che fa scalo in area Schengen".

Così Rossi propone ai ministri due soluzioni: "Obbligo di compilare l'autocertificazione al momento dell'acquisto del biglietto aereo o comunque prima dell'imbarco. Così fanno ad esempio nel Regno Unito e in questo modo all'arrivo potrebbe scattare in automatico la sorveglianza sanitaria e ogni Regione avrebbe immediata notizia di tutti i viaggiatori che entrano sul proprio territorio. Oppure, seconda soluzione, il controllo del passaporto per chi arriva in Italia da Paesi extra-Ue facendo scalo in Paesi di area Schengen. In questo caso chiaramente diventa fondamentale la collaborazione delle forze di polizia aerea".

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Oltre ai voli extra Ue Rossi individua anche un altro fronte da aggredire: quello della movida estiva, su cui impegnare le forze per contrastare il rischio di una ripresa dei contagi. "L'idea - spiega Rossi - è dunque quella di lanciare una campagna di screening sierologico e con tamponi molecolari, a campione e su base volontaria, nei luoghi dove la movida ha una maggiore rilevanza". Il presidente pensa prima di tutto, visto che siamo in estate, alle "città di mare e balneari e alle città d'arte. E' un suggerimento molto giusto che arriva dal professore Andrea Crisanti - conclude Rossi - e mi sembra un buon modo per continuare a tracciare la diffusione del virus e prevenire lo sviluppo di nuovi focolai fuori controllo".

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