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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Cronaca

Volo negato ad una studentessa con il ventilatore polmonare, poi il dietrofront della compagnia aerea

Paola Tricomi da Catania deve raggiungere Pisa per discutere la tesi di dottorato alla Scuola Normale, ma il no all'ausilio sanitario ha messo a rischio l'importante appuntamento

Tutto è bene quel che finisce bene. Potrebbe essere questa la frase che riassume la vicenda nella quale si è trovata a dover combattere Paola Tricomi, studentessa della Scuola Normale Superiore di Pisa che da Catania doveva imbarcarsi su un aereo diretto nella città della Torre per discutere la sua tesi di dottorato, un viaggio che, per motivi di salute, avrebbe dovuto fare utilizzando il ventilatore polmonare in funzione. E qui arrivano i problemi come Paola ha reso noto su Facebook: "Ho subito una gravissima discriminazione di cui vorrei che si parlasse - scrive la studentessa - ho acquistato dei biglietti Ryanair per andare a Pisa e discutere la mia tesi di dottorato, ma non mi è stato autorizzato il trasporto del ventilatore polmonare attivo a bordo, nonostante io abbia detto che senza non potrò respirare, nonostante io abbia dimostrato di aver volato già nel 2019 con Ryanair per la stessa tratta insieme al mio ventilatore polmonare attivo a bordo senza problemi e di aver volato con molte compagnie nazionali e internazionali col medesimo ausilio".

"Non mi verrà rimborsato il biglietto perché sul sito Ryanair questa regola nuova è scritta e quindi dovrei essere informata, ma la cosa più grave è che Ryanair ha il monopolio della tratta aerea Catania-Pisa e dunque non c'è proprio con cosa volare - ha denunciato con grande amarezza - vorrei che questa notizia di grave discriminazione venisse annunciata alla stampa nazionale perché oltre ad essere insensata e totalmente illogica, è profondamente lesiva della dignità umana".

Paola ha così iniziato la sua protesta nei confronti della compagnia aerea low-cost che alla fine fortunatamente torna sui propri passi: "Ho ricevuto un'e-mail in cui mi si chiede di inviare un modulo in cui si certifica l'idoneità al volo del ventilatore polmonare" scrive Paola che annuncia poi il definitivo via libera: "Finalmente Ryanair si è degnata di telefonare con un operatore italiano il quale ha detto che potrò volare senza problemi e che c'è stato un equivoco perché il ventilatore polmonare può volare senza alcuna difficoltà". 

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