Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Tirrenia

Tirrenia, Bagno Hoasy. Il WWF: "Ripristinare gli abusi"

L'associazione ambientalista ricostruisce la vicenda che ha visto protagonista lo stabilimento balneare, colpito da un'ordinanza di ripristino ambientale poi sospesa per l'intervento dei legali di Confcommercio. Chiesto il ripristino dell'area

"La reazione vittimistica dei titolari del bagno e l’intervento della Confcommercio sono del tutto fuorvianti". E' con queste parole che WWF Pisa commenta i recenti sviluppi della vicenda, dopo lo stop alla rimozione delle asfaltature. L'associazione ambientalista ricostruisce dall'inizio la vicenda, cercando di dimostrare come il provvedimento di ripristino sia un atto dovuto e corretto. 

Alla base del ragionamento ci sono le concessioni demaniali per gli stabilimenti balneari date ai primi operatori privati, alle quali si aggiunse la convenzione che il WWF propose ed ottenne sulle proprietà comunali che separano il demanio marittimo dal lungomare. La parte anteriore delle dune faceva parte dell'area vincolata dal demanio, quindi non fu attribuita all'associazione in quanto gravata dalle precedenti concessioni. Se quindi i primi bagni potevano godere di parcheggi, ciò non risultava possibile per i nuovi arrivati, obbligati a vedersi ristretto l'accesso ai soli pedoni, utilizzando gli stradelli esistenti di proprietà comunale o facendo accordi con gli stabilimenti precedenti.  

"In seguito – si legge nella nota del WWF – mentre alcuni gestori come il Maestrale e il Cosmopolitan si sono organizzati rispettando più o meno i vincoli, i bagni Mistral e Hoasy hanno scelto la strada di rosicchiare a poco a poco spazi nella macchia e nelle dune per metterci più auto possibile, il tutto senza alcuna autorizzazione (del resto non era certo possibile ottenerla all’interno di un Parco naturale Regionale). In particolare il bagno Hoasy ottenne nel 2002 il permesso per uno stradello nuovo di zecca, in seguito alla Conferenza dei servizi alla quale aveva partecipato anche il WWF in qualità di gestore dell’area, proprio per venire incontro alle esigenze dello stabilimento balneare e trovare una soluzione di compromesso. Secondo le prescrizioni dettate dal Parco e da Comune tale accesso avrebbe dovuto essere esclusivamente pedonale, e non prevedeva alcun parcheggio, in conformità con il Piano di gestione del Parco".

Prescrizioni che evidentemente non sono state rispettate, tanto da essere colpite dall'ordinanza di ripristino ambientale per le parti ritenute abusive. Dopo aver espresso soddisfazione per il provvedimento gli ambientalisti si dicono "certi che la sua attuazione non influirà minimamente nel reddito futuro dello stabilimento, come è dimostrato dal fatto che i bagni che hanno rispettato le regole non giacciono certo sul lastrico". La richiesta dell'associazione è quindi quella che gli abusi vengano definitivamente rimossi. 

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