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Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca

"Yacht fermi in porto per i mancati dragaggi": appello ad intervenire della Port Authority di Pisa

Il presidente Salvatore Pisano denuncia il caso e chiede interventi immediati per la rimozione dei detriti

Uno scafo danneggiato di una barca a vela appena sottoposta a refitt. E due yacht di oltre 45 metri fermi in porto, impossibilitati ad accedere alla darsena pisana. Questa è la situazione del tratto di accesso al porto di Livorno che denuncia il presidente della Port Authority di Pisa Salvatore Pisano. La società pisana lancia un appello a Regione Toscana e Autorità portuale del Mar Tirreno Settentrionale (Porto di Livorno) perché "si intervenga in somma urgenza su un problema che, in pochi giorni, sta creando non pochi danni economici e di immagine all’area produttiva pisana".

Il tratto in questione è un rettangolo di acqua di soli 150 metri per 30 metri: si tratta dell’imbocco al porto di Livorno, alla darsena Toscana, il tratto cioè compreso tra i quattro ponti mobili e le Porte Vinciane. Lì, stando ad una stima condotta dalla Port Authority, ci sono dune che fanno sì che il fondale non superi i due metri. Qualche giorno fa la barca a vela della Marina Militare 'Stella Maris', appena uscita da una lavorazione in un cantiere della darsena pisana, ha avuto non poche difficoltà a passare. "Di fatto - spiega Pisano - l’imbarcazione dovrà rientrare al cantiere per le riparazioni del caso con forte danno verso l'immagine della cantieristica pisana. Ma la situazione diventa sempre più grave di ora in ora: da almeno tre giorni ci sono ben due imbarcazioni ferme in porto a Livorno che non possono entrare per lo stesso motivo. Si tratta di uno yacht da 48 metri e di uno da 52, entrambi con contratti in essere con i cantieri nautici della nostra darsena. E non escludo che nei prossimi giorni questa concentrazione possa aumentare, se non si interviene in urgenza, visti anche gli obblighi contrattuali siglati con gli armatori".

Il tratto è di competenza del Porto di Livorno. Per questo l’ingegner Pisano, nelle ultime 72 ore, ha inviato due Pec per sollecitare gli interventi. E per proporre di effettuare direttamente i lavori, previa autorizzazione dell’ente di competenza. "A questa nostra proposta - spiega Pisano - non ci è stato risposto ma se la risposta fosse il piegarsi ancora una volta alla burocrazia nel produrre una serie di documenti, sui sedimi e sui dragaggi, che in realtà spetterebbero all’autorità portuale, non si risolverebbe a breve come invece urge. Noi ci faremmo carico di tamponare l’emergenza, se solo ci dessero il via libera".

Per ‘tamponare’ la situazione, ossia rimuovere le dune che si sono formate in quel tratto e permettere un passaggio in sicurezza delle imbarcazioni, Port Authority ha stimato una spesa di circa 22mila euro, necessari per rimuovere i primi 150 metri cubi di detriti. I sedimi totali da rimuovere, per risolvere definitivamente la problematica, sarebbero 1.500 metri cubi, e in questo caso la spesa andrebbe attorno ai 225mila euro che resterebbe in capo a chi ha la competenza d'area. "La situazione - insiste Pisano - è nota sia al porto di Livorno sia alla Regione Toscana da oltre un anno. Mi risulta siano stati tenuti diversi tavoli tecnici sul tema. Non solo, come era legittimo, Port Authority non è mai stata invitata a questi tavoli. Ma nessuno, questo però era doveroso, ci ha mai informati di quel che stava succedendo, vista l’immediata ricaduta negativa che come facile pensare c'è sulla cantieristica pisana".

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