Zona arancione e ristoranti: "Aperture a singhiozzo sono la nostra morte"

I rappresentanti di categoria di Confcommercio esprimono il loro disagio per le misure anti-Covid decise dal governo in questo inizio di 2021

"Purtroppo il 2021 comincia peggio di come è finito il 2020. Consentire la riapertura dei ristoranti, tra l'altro solo a pranzo, per una manciata di giorni e chiuderli il fine settimana, è il definitivo colpo di grazia per le nostre attività". Esprime tutta la preoccupazione della categoria la presidente di ConfRistoranti Confcommercio Provincia di Pisa Daniela Petraglia, dopo il Decreto Legge che istituisce la zona arancione nel week-end del 9-10 gennaio. "Dopo aver tenuto aperti i ristoranti a intermittenza per il periodo natalizio, l'anno nuovo comincia con la solita assurda impostazione: apertura a singhiozzo, solo per qualche ora al giorno, e chiusura nel fine settimana, proprio nei giorni in cui potremmo lavorare. Così il Governo calpesta la nostra dignità, e ancora peggio condanna a morte un settore già provato da un anno drammatico, e Pisa, dove il turismo è fermo, l'Università chiusa e lo smart working ha svuotato gli uffici, rischia presto di veder cancellate moltissime delle sue 800 imprese del settore dei pubblici esercizi".

Se le attività del centro soffrono, la situazione non è migliore sul litorale. "Dopo aver compromesso l'attività dei ristoranti per le feste di Natale arriva la beffa del nuovo anno. Come faremo non dico a guadagnare, ma a sopravvivere se dobbiamo restare chiusi il fine settimana. Nel periodo invernale il sabato e la domenica sono gli unici giorni in cui lavoriamo" afferma Barbara Benvenuti, ristoratrice e presidente del direttivo Confcommercio Marina di Pisa. "Siamo la categoria a livello economico più colpita da questa pandemia, e continuano a penalizzarci, con scelte assolutamente incomprensibili. O ci permettono di lavorare in condizioni normali, oppure devono darci ristori adeguati, veloci e facilmente accessibili".

Dello stesso avviso la ristoratrice Susanna Mainardi, del direttivo Confcommercio Marina di Pisa: "Sembra che al Governo nessuno abbia la minima idea di come venga gestita un'attività di ristorazione. Scaldare il locale, scegliere il menù, gestire il personale, acquistare cibo e bevande sono tutte azioni che richiedono programmazione e organizzazione. Un ristorante non è una macchina che si può accendere e spegnere a piacimento, è impossibile aprire un attività per due giorni e chiuderla subito dopo. Oltre che avvilente per la nostra professionalità è dispendioso economicamente, per non parlare degli sprechi che comporta una gestione del genere".

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