Economia

Artigianato, sull'orlo del baratro: "Serve una decisa sterzata"

A lanciare l'allarme per la situazione soprattutto del settore edilizio e manifatturiero è la CNA provinciale che, con il presidente Zavanella, ha illustrato i preoccupanti dati del rapporto Trend. All'orizzonte tagli del personale

“Altro che ripresa, il trend della nostra economia è negativo come dimostrano i nostri dati. Si va verso il burrone - afferma il presidente CNA di Pisa Andrea Zavanella - serve una decisa sterzata per invertire la tendenza”. Presso la sede della CNA di Pisa sono stati illustrati i risultati del rapporto Trend, sulle tendenza dell’economia artigiana in provincia di Pisa, dal presidente provinciale CNA Andrea Zavanella insieme al direttore generale Rolando Pampaloni e a Marco Ammannati, presidente CNA Impianti, e Barbara Vannini, presidente CNA Costruzioni. “Continua il rallentamento dell’economia - sintetizza Zavanella- ed a soffrire di più è il comparto costruzioni con il manifatturiero. Certo ci sono dinamiche diverse fra i settori legati al mercato interno, che sono in profonda crisi e non ci sono segni di risveglio, e quelli che hanno la possibilità di lavorare con i mercati esteri a cui va meglio. Ma a settembre in molti rischiano di non poter riaprire i battenti: l’emorragia dei posti di lavoro sarà consistente e quello che ci sconcerta è che nessuno fra istituzioni ed enti sembra percepire che siamo sull’orlo di un baratro. Abbiamo anche incontrato nei giorni scorsi i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, per concordare con loro iniziative per dare l’allarme sul comparto costruzioni in particolare, ma non solo. Faremo il possibile per cercare di dare una svolta ad una situazione in cui la disattenzione verso il tessuto produttivo locale è massima. Oltretutto con scarsa trasparenza circa affidamenti per milioni di euro con meccanismi nazionali, vedi Consip”. “Le imprese del territorio sono tagliate fuori da scelte politiche miopi e discutibili - rincara la dose il dg CNA Rolando Pampaloni - sono stati dati in questi giorni oltre venti milioni di euro di lavori senza gara con le procedure Consip per ospedali e altri edifici pubblici a un unico soggetto escludendo a priori le ditte locali che hanno finora garantito realizzazioni e manutenzioni. Questa non è la direzione giusta per creare ricchezza, efficienza e trasparenza. Siamo preoccupati per la tenuta occupazionale delle nostre imprese”.

Anche Barbara Vannini, CNA Costruzioni, conferma che “da settembre le imprese del comparto edile saranno costrette a ristrutturare. Noi rappresentiamo imprese che lavorano da decenni con i privati e con gli enti pubblici, ma proprio adesso che c’è la crisi la penalizzazione maggiore la stiamo subendo dalle pubbliche amministrazioni. L’ossigeno è finito e anche se per noi i dipendenti hanno un valore inestimabile saremo costretti a tagliare anche se così facendo siamo consapevoli che la ripresa si allontana ancora di più”.

Marco Ammannati di CNA Impianti si limita a riportare la desolante esperienza diretta delle assurdità della burocrazia che ad esempio “non riconosce le fatture elettroniche: noi dobbiamo farle, ma poi se non le portiamo cartacee e di persona non ci pagano, alla faccia dei 30 giorni e delle nuove direttive. Senza contare che poi ogni ente è un caso a sé e dei Durc chiesti più volte per la stessa procedura”.

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