Economia

Bilancio di Previsione: dal Collegio dei Revisori l'ok (con osservazioni)

Il Collegio dei revisori dei conti ha dato parere favorevole al Bilancio che verrà discusso il prossimo 30 dicembre in Consiglio Comunale, includendo però alcuni suggerimenti per la Giunta e lo stesso Consiglio. Attacco del Movimento Cinque Stelle

Dopo la denuncia del presidente del Collegio dei revisori dei conti, Fabio Vergamini, di avere "ricevuto pressioni immotivate" per consegnare il prima possibile il parere sul Bilancio di Previsione del Comune di Pisa, lo stesso collegio si è espresso positivamente e ora l'argomento passerà dal Consiglio Comunale il prossimo 30 dicembre.

I revisori riservano a Consiglio Comunale e Giunta alcuni suggerimenti per alcune parti del documento finanziario: in particolare per la Tasi e le alienazioni del patrimonio pubblico.

Per quanto riguarda la Tasi, si legge nel parere dei revisori, "il Collegio ritiene" che la riforma fiscale prevista dalla legge di stabilità 2016 approvata da un solo ramo del Parlamento "condizioni l'attendibilità della relativa previsione di entrata e che, di conseguenza, non possa darsi assoluta certezza alla copertura di tutti gli stanziamenti di spesa contenuti nel Bilancio" e quindi "appare necessario che l'effettiva operatività della natura autorizzatoria" del Bilancio di Previsione "debba rimanere sospesa fino all'adeguamento delle poste al definitivo contenuto della legge di stabilità 2016 che raccomanda di effettuare prima possibile".

Il Collegio invita anche il Comune a monitorare "costantemente l'andamento delle entrate" per il recupero dell'evasione fiscale "con particolare riguardo sia all'entità degli accertamenti che al loro effettivo incasso". Sulle alienazioni i revisori ritengono che "la previsione sia carente dell'attendibilità necessaria per conferire alle relative poste di spesa il carattere autorizzatorio, pur considerando che tali entrate sono interamente destinate al finanziamento di spese di investimento".

Inoltre "il Collegio ricorda alla Giunta la necessità di provvedere all'adozione del Programma triennale del fabbisogno del personale per il trienno 2016-2018, coerentemente con la rilevazione dei fabbisogni e con l'eventuale dichiarazione di eccedenze". Poi "il Collegio ricorda al Consiglio di tenere nella dovuta considerazione le eventuali necessità finanziarie che possono emergere dalla definizione del contenzioso relativo al parcheggio di Piazza VIttorio Emanuele".

MOVIMENTO CINQUE STELLE. Sul bilancio interviene anche il M5S. “L'amministrazione comunale - così scrive la consigliera Valeria Antoni - ha molta fretta di alzare le tasse ai cittadini pisani, fretta che vediamo espressa nell'accelerazione delle sedute del Consiglio, imposto senza consultare i consiglieri di minoranza, per il 30 di dicembre, una data che vedrà impegnati uffici, tecnici e agenti di polizia municipale per imporre quello che ai pisani piace poco: la stangata".

"In questi giorni - prosegue - abbiamo letto le parole a mezzo stampa del collegio dei revisori dei conti che parlavano di pressioni immotivate per accelerare la compilazione del parere. Quegli stessi revisori che dicono di aspettare l'approvazione della legge di stabilità per approvare il bilancio. Perché il Comune di Pisa ha tutta questa fretta? Perché il Comune di Pisa, come dicono i revisori mette in vendita i gioielli di famiglia anzi secondo il parere del collegio svende tutto ciò che è svendibile con l'unico intento di far cassa?"

"Il Comune che si vantava tanto di avere i conti in regola ha forse qualche problemino dovuto a investimenti sbagliati, vedi Piazza Vittorio Emanuele detta anche la voragine pubblica. E intanto continuano ad uscire sui giornali proclami di lavori fatti in tutta Pisa, mescolando le intenzioni con la realtà. Pisa - conclude la Antoni - ha bisogno di misure che riconducano a una soglia minima di vivibilità, ha bisogno di strade asfaltate e marciapiedi percorribili, di fogne stasate e autobus che circolino con regolarità, ha bisogno di essere una città a misura di bambino e che sappia gestire il suo rapporto con l'università senza subirlo come invece avviene oggi e infine Pisa ha bisogno di essere liberata dall'unico vero cancro che la infesta, una classe politica molle e attempata che non riesce a capire la bellezza dei suoi vicoli e l'importanza  dei suoi quartieri periferici, essere liberata da una classe politica che pensa esclusivamente alla sua successione e alle guerre interne, ha bisogno di essere liberata dal PD”.


 

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