Economia: nel 2019 è 'record' per l'export pisano

Si tratta del secondo miglior risultato conseguito dalla nostra provincia negli ultimi 30 anni. Crescono meccanica, 2/3 ruote e farmaceutica. Balzo in avanti per il vino. Male cuoio e calzature. I dati della Camera di Commercio

Commercio internazionale: la nostra provincia, con oltre 3miliardi di euro di controvalore, raggiunge nel 2019 il livello di export più elevato dal lontano 2007, quando ci fu l’ultimo picco prima della grande crisi finanziaria, ed il secondo miglior risultato degli ultimi trent’anni. E' quanto rilevano i dati dalla Camera di Commercio di Pisa. Allo sviluppo dell’export pisano (+3,3%, il dato medio nazionale è di circa +2,3%), contribuiscono alcuni settori tradizionali come la meccanica ed i cicli-motocicli cui si associano la farmaceutica e le bevande (queste ultime, prevalentemente vino, compiono un balzo del +25%) mentre arretrano il cuoio, le calzature, i mobili ed i metalli. Considerando i diversi paesi di destinazione, crescono le vendite delle merci pisane dirette in Germania, Francia, Spagna, Cina, Austria e Regno Unito, mentre arretra l’export diretto negli Stati Uniti, Svizzera, Hong Kong, Paesi Bassi e Polonia.

"In un momento di grande difficoltà - commenta il presidente della Cciaa di Pisa, Valter Tamburini - prima sanitaria ma, dopo il fermo dei principali sistemi produttivi provinciali (concia e automotive), anche economica, che stiamo vivendo in questi giorni, lascia l’amaro in bocca constatare come i dati sull’export pisano avevano permesso alla provincia di toccare nel 2019 un nuovo record. Ancora più forte ci viene la sfida a ripartire, non appena l’emergenza sanitaria sarà passata! La Camera è pronta ad integrare le misure del Governo in sostegno alle imprese: oltre 2,3 milioni di euro sono a disposizione per la politica di sostegno territoriale, in primo luogo per rilanciare la destinazione turistica, ma non solo. Insomma, nel mezzo a queste difficoltà, vogliamo fare del nostro meglio per supportare il sistema economico provinciale, Pisa non si ferma".

Bene meccanica, motocicli, farmaceutica e vino. Frenano cuoio e calzature

Sul podio dell’export pisano 2019 troviamo la meccanica che grazie ad un +18,8% fornisce un contributo alla crescita di +3,19 punti percentuali. L’export di cicli e motocicli, dopo la flessione del 2018 (-1,7%), torna a crescere di un discreto +6,6% pari a oltre 35 milioni di euro in più ed un contributo alla crescita di 1,2 punti percentuali. Buono, nel 2019, anche il risultato della farmaceutica pisana che un +33,6% fornisce una spinta di 0,88 punti percentuali.

Molto consistente (+25,1%) la crescita dell’export di bevande pisane (soprattutto vino): quasi triplicate le vendite in Giappone (che si avvicinano ai 4milioni di euro), +10,6% quelle dirette negli USA, +45,3% quelle destinate alla Germania, aumentato di sette volte l’export diretto a Singapore ed in Romania. Interessante il +14,9% registrato dell’export di vino diretto in Francia. Crescono anche le e vendite di prodotti in vetro (+4,4%), utensili (+3,7%) e altri prodotti chimici (+1,7%).

Anno negativo, invece, per la filiera della moda. I dati Istat sull’export pisano evidenziano come il cuoio, dopo la flessione del 2018, arretri di un ulteriore 8,3% spiegando ben -1,93 punti sui +3,26 della crescita complessiva dell’export pisano. Passo indietro anche per l’export di prodotti di abbigliamento (-2,3%). Tra i settori più rilevanti della provincia contrazioni interessano i mobili (-5,3%) a causa della caduta delle vendite dirette in Russia (-17,4%), Cina (-16,1%), Panama, Repubblica Dominicana e Arabia Saudita. Arretrano i metalli non ferrosi (-14,1%) e, in maniera più contenuta, i prodotti chimici di base (-0,5%).

La Germania primo partner commerciale

La Germania, grazie ad un balzo dell’11,8%, che la porta a superare i 400milioni di euro di controvalore in un anno, si conferma primo paese di destinazione delle esportazioni pisane. A crescere sono soprattutto i mezzi di trasporto, seguiti dalla meccanica, i prodotti in plastica, chimici, bevande e i mobili. La Francia, con un +7,4%, mantiene la seconda posizione grazie alla meccanica, cicli e motocicli, abbigliamento, pelli grezze e chimica di base. In calo, invece, il cuoio lavorato diretto oltralpe. La Spagna (+13,2%) cresce quasi esclusivamente grazie alla meccanica e ai mezzi di trasporto. L’export diretto in Cina mette a segno un +25% (forse riconducibile al rapporto burrascoso con Hong Kong) grazie alla crescita della meccanica, dei prodotti in vetro e delle armi e munizioni. Buona anche la performance di altri paesi europei come Austria (+21,3%, grazie alla farmaceutica), Regno Unito (+14,1%), Grecia (+9,6%), Corea del Sud (+9%), Vietnam (+2,6%) e Romania (+0,5%).

Il paese che segna la flessione più consistente, a causa del crollo delle vendite del sistema moda che comprende cuoio, calzature e abbigliamento è la Svizzera -34,2% (-1,21 il contributo alla crescita). Contrazione anche per le vendite negli Stati Uniti (-2,5%) anche in questo caso a causa della caduta di cuoio e calzature, cui si aggiunge quella della meccanica. Perdono terreno anche Hong Kong (-20,4%, a causa del cuoio), Polonia (-15,8%), Paesi Bassi (-7,5%), Portogallo (-2,1%), Belgio (-0,6%) e Giappone (-0,4%).

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