Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Cantieri di Pisa, gara deserta. Cgil: "Revocare le concessioni e darle a chi produce"

Secondo il sindacato per il rilancio dell'azienda serve riprendere a lavorare, e per farlo è necessario revocare le concessioni demaniali e assegnarle con bando pubblico a chi esercita attività produttiva. Si avvicina la fine della cassa integrazione

L'ultimo bando di gara della procedura concorsuale di Baglietto in liquidazione è andato deserto. Non si sblocca la situazione dei Cantieri di Pisa, l'azienda nautica del gruppo inattiva da cinque anni, chiusa fra una vendita ed il non possesso delle concessioni demaniali in mano ad altra azienda. Secondo il sindacato Cgil l'unica via rimasta per far riprendere a lavorare la Darsena pisana è revocare le concessioni ed assegnarle con bando ad evidenza pubblica, destinandole a soggetti che esercitino attività produttiva.

Nonostante lo stand-by forzato l'interesse all'acquisto dei Cantieri di Pisa c'è, e parte dagli stessi lavoratori. Torna a spiegarlo il segretario provinciale Cgil Gianfranco Francese: "Il gruppo pisano Pisa Superyacht, attivo sui Navicelli da molti anni, che potrebbe partecipare al prossimo bando di gara in partnership con la cooperativa di lavoratori dei Cantieri di Pisa, i cui 40 dipendenti sono in assemblea permanente dentro la fabbrica da quasi cinque anni". Tornare all'operatività è importante anche perché la cassa integrazione in deroga per i lavoratori scadrà il 31 maggio prossimo.

La revoca delle concessioni per il sindacato darebbe l'impulso decisivo: "Noi infatti riteniamo che la strategia del liquidatore Federico Galantini sia quella di perdere tempo per arrivare alla messa in mobilità dei lavoratori e dunque cedere solo il marchio a trattativa privata. Gli indizi in questo senso sono molti: a cominciare dal prezzo di base d'asta, intorno ai 5 milioni di euro con la riduzione del 20% rispetto al bando precedente che la fissava a 6,2 milioni, che a noi pare fuori mercato come dimostra anche la totale assenza di investitori interessati. Per questo revocare le concessioni significa immediatamente riprendere la lavorazione sulla darsena pisana e, successivamente, trattare l'acquisto del ramo d'azienda senza essere ostaggio dello stesso Galantini".


 

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