Domenica, 13 Giugno 2021
Economia

Cobas Pubblico Impiego Pisa: "La posta in gioco sui rinnovi contrattuali nella Pubblica amministrazione"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Vi siete chiesti perché molti uffici hanno poco personale ed erogano servizi insufficienti?

La risposta è semplice: solo dal 2010 ad oggi si sono persi piu' di 500 mila posti di lavoro, i precari sono stati mandati a casa vanificando l'impegno di una loro stabilizzazione

I dipendenti pubblici da anni sono senza contratto, una sentenza della Consulta che non rende giustizia per anni di illegittimo blocco e rinvia il rinnovo al 2016, trattative aperte con cgil cisl uil avvolte nel mistero, decreti legislativi che attaccano il lavoro pubblico e sanciscono una mobilità forzata che avrà forti ripercussioni anche sul salario accessori.

Ma quanto costano questi rinnovi? 

La riapertura delle trattative è stata imposta dalla sentenza della corte costituzionale, fosse stato per il Governo avremmo atteso anni.

Il Governo, in realtà, vorrebbe approvare un nuovo codice per calcolare il costo della vita, addirittura piu' svantaggioso di quello Ipca Calcoli alla mano il rinnovo coprirebbe anche gli ultimi 5 mesi del 2015 e la cifra dovrebbe aggirarsi -dati Il sole 24 Ore- attorno a 400 miliardi per la sola vacanza contrattuale.

Ma la partita in gioco è quella della base di calcolo perché il Governo vorrebbe prendere in considerazione solo la paga base e non la parte accessoria, cosa del resto non nuova e già fatta nel quadriennio 2006\9 con il silenzio assenso di Cgil Cisl uil In questo modo il Governo risparmierebbe altri soldi... Dalla approvazione del Dl 78\2010 ad oggi, il blocco dei contratti è costato ai dipendenti pubblici qualcosa come 6500 euro e lo Stato ha risparmiato 11 miliardi di euro stando a quanto scritto dalla Ragioneria dello Stato.

Il pubblico impiego è stata la cassa dei Governi via via succedutesi, Renzi e la Madia oggi vogliono rivedere i sistemi di calcolo, accordare aumenti irrisori e magari rivedere i comparti (oggi 16) riducendoli a 4 ovviamente con i pochi aumenti sempre piu' collegati alla contrattazione decentrata e a quella performance che divide i lavoratori accordando in maniera diseguale risorse che dovrebbero essere corrisposte a tutti\e indistintamente.

Uno scenario greco la gravità del quale sfugge ai lavoratori pubblici

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