Economia

Confcommercio Pisa: “Quando la tassa di soggiorno fa chiudere le imprese. Il caso del Camping & Village di Montescudaio. Settanta persone a casa”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Chiude e cessa per sempre l'attività il “Camping & Village di Montescudaio”. Costo sociale: 70 persone senza lavoro. La domanda sorge spontanea: Chi ha ucciso il camping? La risposta è negli atti di scioglimento della società stessa: la tassa di soggiorno e la Tarsu.

Stiamo parlando di una struttura ricettiva importante, che nel 2010 ha visto la presenza di oltre 67 mila per presenze, l'87% delle quali composte da stranieri. Queste presenze da sole sono state il 70% delle presenze turistiche totali del Comune di Montescudaio, il 12,5% delle presenze dei campeggi e villaggi nella provincia di Pisa. Perdono il lavoro circa 70 persone, tra personale fisso e stagionale, la metà di questi con una età inferiore ai 25 anni. Le ricadute per l'indotto possono essere calcolate nella perdita di qualche milione di euro di giro d'affari.

I fattori principali responsabili di questa sciagura economica hanno un nome ben preciso: Tassa di soggiorno e Tarsu.

Per quanto riguarda la tassa di soggiorno, introdotta con un atto di imperio dal sindaco Aurelio Pellegrini, senza alcuna concertazione, d'autorità, improvvida e penalizzante come tempistica è giudicata dai vertici dell'azienda potenzialmente devastante, perché la revisione annuale della tariffe è a totale discrezione dell'amministrazione comunale.

Questione Tarsu: negli ultimi 15 anni la Tarsu è cresciuta del 470%, a parità di superfici e rifiuti prodotti (dai 43 euro a m del 1996 ai 207 euro del 2011). Una situazione che ha bloccato, a partire dal 2004, il necessario processo di investimenti.

Federico Pieragnoli (DirettoreConfcommercio Pisa): “Se tutte le imprese turistiche chiudono, a causa di provvedimenti scellerati come la tassa di soggiorno, a chi facciamo pagare la tassa stessa? Ai pensionati, ai disoccupati, o piuttosto alle famiglie numerose? E perchè no agli amministratori pubblici che decidono di applicare simili provvedimenti? Questo esempio, nella sua drammaticità, conferma purtroppo i nostri timori e dovrebbe far retrocedere repentinamente sindaci e amministratori locali da simili, nefaste tentazioni. Se c'è un settore economico che avrebbe bisogno di essere potenziato e rafforzato, questi è proprio l'industria turistica. Al contrario, la tassa di soggiorno favorisce un turismo di strappo, genera una ulteriore perdita di competitività delle imprese turistiche, sottoposte ad una fortissima concorrenza internazionale, lacerate da ridotti margini di guadagno. Costituisce un evidente danno di immagine, trasforma gli imprenditori in esattori, aumenta gli adempimenti burocratici alle imprese. Un disastro, sotto tutti i punti di vista”.

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