Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

Credito, è un dramma: "Condannate a morte migliaia di imprese”

Il direttore di Confcommercio Pisa Pieragnoli traccia il quadro della situazione che nel secondo trimestre del 2013 mostra un trend ancora più negativo: solo il 30% delle richieste di finanziamento è stata accolta dalle banche

Sono dati drammatici quelli pubblicati dall'ultima ricerca Format/Confcommercio sul credito nel secondo trimestre per le aziende del terziario. L'analisi conferma un quadro a tinte fosche: aumenta il numero di imprese che non è riuscita a far fronte al proprio fabbisogno finanziario (dal 25,3% del primo trimestre al 26,1% del secondo trimestre), si dimezza il numero delle imprese che si rivolge al sistema bancario per un finanziamento (dal 20,8% del 2102 al 10,8% di oggi); peggiorano i tassi di interesse e le condizioni applicate. 

Il secondo trimestre del 2013 inoltre ha rappresentato il periodo peggiore per le imprese in termini di accoglimento delle richieste di credito: solo il 26,9% delle richieste è stata accolta senza difficoltà, un dato che costituisce il minimo assoluto (nel II trimestre del 2009 la percentuale era del 64,2%). Il dimezzamento del numero di imprese che si rivolge alle banche per un finanziamento (10,8%) fa sì che il tasso effettivo di finanziamento delle imprese del terziario sia sceso al 2,9%. Era il 22,2% nel 2009. Un dato che influisce in maniera sensibile anche sugli investimenti: tanto che nei prossimi 24 mesi, solo il 16,6% delle imprese del terziario dichiara che effettuerà nuovi investimenti, contro l'83,4% che non vuole effettuarne.

E in provincia di Pisa queste difficoltà sono confermate: gli ultimi dati ufficiali della Camera di Commercio per il 2012 evidenziano una contrazione dei prestiti bancari alle imprese del -2,7%, con una particolare avversione per le Pmi (-4,3%), in un contesto dove il 60% delle nostre imprese non ha fatto ricorso al credito bancario e oltre la metà di quelle che hanno fatto richiesta di finanziamento segnalano un peggioramento dei tassi e una richiesta di maggiori garanzie.

“Mettere la testa sotto la sabbia e fingere che il problema non esista non serve a nessuno - afferma Federico Pieragnoli, direttore Confcommercio Pisa - la verità è che non c'è più ossigeno vitale per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi a causa dell'erogazione di credito con il contagocce. Questo significa solo condannare a morte certa altre migliaia di imprese e issare un muro invalicabile per liberare nuovi investimenti. Credito a singhiozzo, condizioni peggiorate, investimenti azzerati, falcidiati i prestiti alle famiglie, siamo convinti che questa non sia la strada per uscire dalla crisi, far riprendere i consumi, creare nuove opportunità di lavoro. Lavoriamo concretamente con il nostro consorzio fidi proprio per garantire a più imprese del territorio possibili credito e liquidità - prosegue Pieragnoli - ma ci rendiamo conto che occorrerebbe un sforzo molto maggiore da parte delle istituzioni e maggiore elasticità da parte del sistema bancario. Tra l'altro, la nostra provincia sconta tassi bancari più alti rispetto alla media regionale e questa, in tutta franchezza, è una anomalia che stentiamo a comprendere”.

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