Economia: dopo 20 anni si arresta la crescita imprenditoriale in provincia di Pisa

I dati forniti dalla Camera di Commercio si riferiscono al 2019: crescono turismo e servizi alla persona, male commercio e manifatturiero

Nel 2019, dopo oltre venti anni di crescita ininterrotta, la dinamica imprenditoriale della provincia di Pisa segna una battuta d’arresto. Si tratta di un -0,1%, pari in valore assoluto ad un saldo di -54 aziende. Si tratta di un risultato che, sebbene contenuto, rappresenta una novità per il territorio provinciale. Nel confronto con altri territori, Pisa mette a segno variazioni peggiori non solo rispetto alla Toscana (che comunque cresce di un misero +0,1%) ma anche all’Italia (+0,4%, grazie alla spinta proveniente dalle regioni meridionali). La flessione è frutto della contrazione della nascita di nuove imprese (2.538 nel 2019, solo una in più rispetto al 2018, erano oltre 3mila sei anni fa) cui si associa un forte aumento delle chiusure (che toccano quota 2.592: il valore più elevato degli ultimi sei anni, +4,1% rispetto al 2018) che porta il saldo iscritte-cessate a -54. 

"Se da un lato - spiega Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio di Pisa - la dinamica imprenditoriale rappresenta un’ulteriore conferma della stagnazione della nostra economia, dall’altro è altrettanto innegabile come la struttura produttiva del nostro territorio stia progressivamente cambiando volto. Al ridimensionamento del commercio al dettaglio e del manifatturiero si contrappone infatti una crescita delle aziende legate al turismo, al benessere e alle professioni. A fronte di questa situazione, la Camera di Commercio di Pisa continuerà ad impegnarsi, anche nel 2020, con oltre un milione di euro per promuovere il prodotto turistico 'Terre di Pisa', favorire la necessaria digitalizzazione del sistema imprenditoriale e l’implementazione di sistemi di sicurezza e di controllo di qualità. Consapevoli dell’importanza delle esportazioni, non mancheranno le risorse per sostenere le aziende che vogliono affacciarsi sui mercati internazionali".

Boom delle Srl semplificate

Anche nel 2019 prosegue a Pisa il ridimensionamento delle aziende costituite nelle forme giuridiche più semplici. L’impresa individuale, tra il 2018 ed il 2019, segna infatti un -1% (-221 aziende) e le società di persone arretrano del -2,2% (-190 unità). In crescita invece, grazie alle Srl (+0,9%), le società di capitali (+2,8%, +350 aziende). Questo raggruppamento vede unacrescita molto consistente del sottogruppo delle Srls (le Srl semplificate), che segnano in un solo anno un aumento del 18,6% pari a 351 unità mentre le SpA, forma certamente più costosa e impegnativa da gestire, arretrano di un ulteriore -2% (-5 aziende). Continua la crescita, invece, delle altre forme giuridiche (+0,8%, +7) tra le quali sono ricomprese le Cooperative (+0,4%, +2). Il comparto artigiano segna anch’esso un lieve ridimensionamento rispetto al 2018: -0,2%, corrispondente ad un calo di 18 unità.

Più imprese gestite da stranieri, meno da giovani

A fine 2019 le imprese a conduzione femminile che si assestano a quota 9.743 con una incidenza percentuale sul totale che, causa la contrazione a livello generale, sale al 22,3% delle imprese complessivamente presenti in provincia. Prosegue, pur ad un passo meno veloce rispetto a quello dello scorso anno, la contrazione delle imprese giovanili che arrivano a 3.532 unità. A crescere in maniera rilevante troviamo le imprese a maggioranza straniera che con 5.618 unità rappresentano il 12,8% del tessuto imprenditoriale provinciale.

Tra i territori avanza solo il Valdarno

L’unica area della provincia di Pisa che nel 2019 segna una leggera crescita nel numero di aziende risulta il Valdarno Inferiore (+0,3%, +29 aziende). Flettono invece, pur a tassi contenuti, tutte le rimanenti ripartizioni territoriali con la Val di Cecina che mette a segno la contrazione percentuale più consistente (-1,3%, pari a 46 aziende in meno). L’Area pisana, con 28 aziende in meno rispetto all’anno precedente registra una contrazione dello 0,2%. Una flessione dello 0,2% è messa a segno dalla Val d’Era che vede ridursi il numero di imprese di sole 9 unità.

Crescono i servizi alla persona e per il turismo. Male commercio e manifattura

Tra i diversi macro-settori, l’unico che continua a mostrare segnali di tenuta nel corso del 2019, ancorché ad un passo più lento rispetto al passato, è quello dei servizi (+0,1%, +20). Tutti gli altri comparti, invece, registrano una contrazione. Tra questi spicca l’agricoltura (-1%, -36 aziende) che continua il suo tendenziale percorso di ridimensionamento. Piccoli passi indietro per le utilities (-1,4%, -2 imprese) e le costruzioni (invariato, -1 unità). La flessione più consistente riguarda, soprattutto, l’industria in senso stretto che arretra dell’1,2%: 62 aziende in meno rispetto al 2018. La flessione delle aziende del manifatturiero (-1,2%), come avvenuto nel 2018, continua ad interessare tutti i principali settori di specializzazione provinciale eccettuate le calzature (+2,4%, +15). A registrare battute d’arresto di rilievo troviamo la concia (-2%, -19), i metalli ed i mobili (entrambi un -1,4%). Arretra, seppur di una sola unità, (-0,5%), la meccanica.

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Tra i servizi una vera e propria ecatombe si registra nel commercio al dettaglio (-3%, -197). In calo anche l’immobiliare (-0,8%, -19), il trasporto merci su strada (-2,7%, -15), il commercio all’ingrosso (-0,4%, -17) ma anche i bar (-1,9%, -21). Nel terziario continuano invece a crescere le realtà imprenditoriali legate al turismo come i ristoranti (+3,7%, +64) e le attività di alloggio (+4,2%, +22). Avanzano anche le attività professionali (+3,9%, +56) comparto variegato all’interno del quale sono ricomprese le attività di direzione aziendale, comunicazione, consulenza, ricerche di mercato, fotografia, design, interpretariato, pubblicità, veterinari, ecc.. Passo in avanti anche per i servizi più direttamente dedicati alla persona come lavanderie, estetiste, parrucchieri, centri benessere, ecc. (+2%, +31) e alle attività artistiche, sportive e di intrattenimento quali palestre, parchi divertimento, sale giochi, discoteche, ecc. (+3,5%, +21).

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