Economia

Import-Export da incubo: un 2012 nero per l'economia pisana

Meccanica e due-tre ruote affossano le esportazioni pisane, bene le calzature, il cuoio ed i mobili. La Germania spiega tre quinti della flessione dell’export, mentre le vendite verso gli Stati Uniti crescono di quasi il 40%

Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio di Pisa

Ancora una doccia fredda per l’economia pisana: i dati riguardanti l’andamento del commercio estero pisano nel 2012 segnalano una contrazione tanto per l’export (-4,6%) che per l’import (-15,3%). A rilevarlo la consueta analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio condotta utilizzando i dati Istat.

ESPORTAZIONI

Se Pisa vede un calo delle esportazioni, lo stesso però non accade per l’Italia (+3,7%) e per la Toscana (+6,9%). A spiegare il cattivo risultato pisano non è solo la maggiore quota dell’export diretto nell’Eurozona, l’area maggiormente in crisi nel corso del 2012, ma anche le fortissime difficoltà che stanno attraversando settori particolarmente importanti per la provincia come la meccanica ed i cicli e motocicli. Dinamiche che l’aumento delle vendite verso gli Stati Uniti, ma anche di pelli, calzature e mobili non riescono a controbilanciare.

Scendendo tra i settori la situazione, seppur difficile, appare meno negativa rispetto a quanto si coglie dal dato generale. Considerando i primi 15 comparti in termini di controvalore esportato nel 2012, ben otto, infatti, mostrano variazioni di segno positivo. Tra questi sono da segnalare quelli afferenti al Sistema Moda (+0,7% il cuoio, +12,3% le pelli grezze, +10,9%, le calzature) ma anche i mobili (+16,2%), il vetro (+14,2%), le bevande (+7,6%) e gli utensili (+6,3%). A tali evoluzioni si contrappongono, purtroppo, cadute molto consistenti in settori molto 'pesanti' per l’economia pisana come i cicli e motocicli (-8,7%) e le macchine di impiego generale (-23,5%). Tra gli altri, la congiuntura rimane critica per i prodotti intermedi, quali i chimici di base (-10,9%), i metalli di base non ferrosi (-8,1%) e per l’abbigliamento che, a causa della crisi di un’azienda fortemente votata all’export, fa segnare una contrazione di quasi il 30%.

La contrazione dell’export pisano deriva soprattutto della crisi del mercato europeo: sono infatti le esportazioni dirette nel Vecchio continente (-9,3%) ad incidere sul dato complessivo mentre Asia (+0,5%), America (+22,2%) e l’Africa (+15,4%) forniscono un contributo positivo, ancorchè limitato, allo sviluppo dell’export pisano. L’analisi delle esportazioni, a livello di singolo paese, conferma il carattere prettamente europeo, o meglio tedesco, della crisi: le esportazioni dirette in Germania (-17,8%) spiegano i tre-quinti della flessione complessiva dell’export pisano.

Unico sostegno di rilievo all’export della Torre proviene dagli Stati Uniti che grazie ad una domanda interna in ripresa (bene i cicli e motocicli, gli autoveicoli, le calzature e le bevande) fa segnare un +36,3%. Positivo anche il sostegno di altri paesi europei extra UE come la Svizzera (+10,9%), la Russia (+17,6%).

IMPORTAZIONI

Anche per le importazioni Pisa (-15,3%) fa segnare un risultato peggiore rispetto all’Italia (-5,6%) ma, soprattutto, alla Toscana (+1,0%). Anche in questo caso, a spiegare il risultato pisano, giocano sia fattori legati al mercato di destinazione che settoriali.

Tra i primi 15 settori solo la chimica di base (+2,8%) fa registrare un aumento delle importazioni mentre arretrano gli acquisti di tutti i comparti di 'peso': le pelli grezze (-0,2%), quelle conciate (-0,1%), i cicli e motocicli (-14,5%) ed i computer e unità periferiche. Un settore quest’ultimo che, a causa della crisi di un’importante azienda operante in provincia, lascia sul terreno quasi l’80% delle valore delle importazioni.

A livello geografico solo il Medio Oriente, con un modesto +2,2% ottenuto grazie al settore del cuoio, fa segnare, una crescita mentre l’Europa (-14,7%) e l’Asia (-17,8%) affossano le importazioni pisane. Così come per le esportazioni, a livello di singolo paese è ancora la Germania (-24,0%), in ragione del suo peso specifico, a pesare sul risultato complessivo delle importazioni.

PACINI. “Il calo delle esportazioni pisane registrato nel corso del 2012 - commenta il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Pierfrancesco Pacini - non può che destare forti preoccupazioni nella misura in cui, fino a poco tempo fa, era proprio dall’estero che veniva l’unico vero sostegno alla nostra economia. Ciononostante, un’analisi più approfondita dei dati ci fa comprendere come a soffrire siano soprattutto i mercati europei, in primis quello tedesco, mentre altri, grazie ad una migliore intonazione della domanda, come gli Stati Uniti e la Russia, fanno segnare una crescita. In questo contesto - prosegue Pacini - la Camera continua a sostenere le imprese che vogliono sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai mercati più dinamici. Tra le principali iniziative messe in campo dall’Ente Camerale, voglio segnalare la concessione di contributi per la partecipazione alle fiere all’estero e la promozione di specifici progetti di settore, mirati ad inserire le nostre produzioni sui mercati ad alto potenziale di crescita, quali gli Stati Uniti, Europa dell’Est, Turchia, Estremo Oriente e Africa”.

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