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Integrazione aeroporti: la fusione è cosa fatta, a Palazzo Gambacorti Naldi rassicura i pisani

Si vota il 19 dicembre nei CdA degli scali di Pisa e Firenze, ma stando ai toni del Consiglio Comunale di giovedì la proposta di fusione sarà di certo accettata. Pioggia di investimenti assicurata da Corporation America, il Comune chiede garanzie

Una "sconfitta onorevole". Così è stata definita in Consiglio Comunale l'opposizione che Pisa ha espresso nei mesi scorsi alla scalata di Sat del privato investitore Corporation America, attualmente socio di maggioranza sia della società ex pubblica gestrice dello scalo di Pisa che di Adf, la controparte fiorentina. La proposta di fusione sarà votata dai due Consigli di Amministrazione il prossimo 19 dicembre, a cui seguirà un ulteriore e decisivo passaggio presso l'assemblea dei soci a metà gennaio. Niente lascia ormai pensare ad una interruzione della procedura, anche alla luce delle parole di apertura pronunciate dal sindaco Filippeschi a seguito dell'intervento del presidente di Corporation America Italia Roberto Naldi.

"Non ho mai espresso contrarietà pregiudiziale alla fusione – ha affermato Filippeschi al termine della discussione – eravamo assestati sull'ipotesi integrazione tramite una holding, poi c'è stato il cambio di direzione di Rossi. La holding è quello che già c'è, è chiaro che con una società unica si accorciano le distanze, ma dobbiamo riservarci delle serie valutazioni sulle richieste che abbiamo fatto". L'Amministrazione ha infatti chiesto a Corporation America garanzie in merito agli investimenti previsti su Pisa, anche in vista dell'allungamento della pista di Peretola. Inevitabilmente la domanda di chiarimenti si è estesa sugli aspetti gestionali del futuro soggetto riunito, come il rispetto delle diverse prerogative dei due aeroporti e dove si concentreranno le attività dirigenziali, il potenziamento del collegamento ferroviario con Firenze e lo sviluppo delle strutture e strategie collegate allo scalo, come il People Mover e la vocazione convegnistica della città.

Naldi ha risposto fornendo cifre ed impegni, per quanto i dettagli saranno conosciuti per primi dai consiglieri che riceveranno la proposta. Oltre a ricordare i numeri e i progetti a cui il Galilei può aspirare il dirigente ha spiegato che "la fusione garantisce tutti i soci, impedendo dismissioni future di capitale dal singolo scalo, aspetto possibile con la holding, e aggiunge valore sul mercato e potere contrattuale perché si opera come un unico soggetto. La gestione deve essere una ed operativa, non c'è alternativa alla fusione. Abbiamo investito 135 milioni cash per acquisire le società, gli studi di fattibilità e il master plan indicano numeri incoraggianti e soddisfacenti".

Naldi parla di 60 milioni per Pisa e 300 per Firenze fino al 2028. "Una normativa europea permette per gli scali sotto i 3 milioni di passeggeri all'anno di avere il 50% di finanziamenti pubblici (è il caso di Firenze) mentre per quelli sotto i 5 milioni la cifra di sostegno pubblico è pari al 25% (Pisa)". Con queste cifre la sostenibilità finanziaria è certa, si deve capire se tali risorse saranno assegnate, aspetto tutt'altro che scontato. Per il 'Galilei' 40 milioni sarebbero per il nuovo terminal, capace di accogliere fino a 7 milioni di utenti, e 20 per la pista. Gli impegni di Naldi rispondo anche al resto: "Rispetto dei piani con Firenze city airport e traffico business, Pisa intercontinentale, internazionale e low cost; nessuna concorrenza fra loro. Priorità i collegamenti veloci con Firenze, almeno 2 o 3 all'ora. Poi siamo attenti ad ogni opportunità, seguiamo ad esempio la creazione di un terminal di crociere a Livorno, che potrebbe portare fino a 1,5 milioni di passeggeri in più all'anno".

Se Naldi parla quindi di "opportunità da cogliere insieme" e di "paure di fregatura" da sfatare, le opposizioni restano critiche. In modo di fatto unanime rifiutano la fusione e rilanciano la questione politica di come si siano mosse logiche superiori agli interessi del territorio, con l'appoggio decisivo del governatore Rossi a 3 mesi dalle elezioni regionali. Anche fra le fila della maggioranza l'aria non è comunque di festa, con Ferrante (Pd) che parla di "sconfitta onorevole" e della attuale necessità di strappare in questa situazione ormai definita le condizioni il più possibile vantaggiose per lo scalo pisano.

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