Economia

Import-export, tante ombre e poche luci, Camera di Commercio: "Non perdere la fiducia"

E' un quadro non particolarmente positivo quello che emerge dall'analisi condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa sui primi sei mesi del 2014: il crollo di calzature, meccanica e pelli grezze condiziona l’export pisano

E’ un quadro con molte ombre e qualche spiraglio di luce quello che emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa sui dati Istat relativi al commercio estero nei primi sei mesi del 2014. A determinare la battuta d’arresto delle esportazioni pisane (-1,9%), a fronte della tenuta della Toscana (+0,8%) e dell’Italia (+1,3%), troviamo buona parte della filiera delle pelli (calzature e cuoio grezzo) e la meccanica che, complessivamente, incidono per -4,91 punti sulla dinamica generale. Sul fronte geografico, è l’Europa (-4,4%), con in testa la Germania (-12,4%), a segnare il risultato peggiore, segno di come le difficoltà incontrate non siano riconducibili all’apprezzamento dell’euro. Anche dall’import pisano, purtroppo, non vengono segnali positivi. Il +7,6% è frutto della crescita delle quotazioni del pellame piuttosto che della ripresa dell’attività produttiva e, più in generale, della domanda interna.

ESPORTAZIONI. Nei primi sei mesi del 2014 sono soprattutto le calzature ad 'affondare' le esportazioni pisane. Con una caduta del 28,9% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, pesano infatti per 3,33 punti percentuali sul risultato complessivo della provincia a causa delle pesanti contrazioni in Europa che la ripresa registrata negli Stati Uniti non riesce a controbilanciare. Male anche le vendite di pellame grezzo (-36,6%) e della meccanica (-5,8%). A causa dell’esacerbarsi della crisi Russo-Ucraina, arretrano anche le vendite di mobili (-10,3%). Mostrano invece una crescita soddisfacente i primi due settori della provincia: i prodotti in cuoio (+6,5%) ed i cicli e motocicli (+1,7%).
Sull’arretramento delle esportazioni pisane pesa il calo delle vendite dirette in Europa (-4,4%) ma anche in Africa (-13,6%) ed Oceania (-34,7%). L’America (+10,5%) e l’Asia (+4,8%), nonostante l’apprezzamento dell’euro, hanno invece fornito uno spunto positivo. L’analisi di dettaglio mostra in modo piuttosto evidente la contrazione delle vendite pisane nei paesi dell’area tedesca: Germania (-12,4%), Austria (-14,7%), Belgio (-9,7%) e Paesi Bassi (-14,4%). Provano a controbilanciare la situazione, grazie alle pelli-calzature, le esportazioni destinate in Spagna (+13,5%), in Turchia (+75,3%), Stati Uniti (+11,7%) e Francia (+5,1%).

IMPORTAZIONI. Ancora una volta, la crescita delle importazioni pisane (+7,6%) è strettamente legata alle quotazione del pellame grezzo. Queste salgono infatti del +15,6%, a causa di politiche protezionistiche dei paesi esportatori, della corsa all’accaparramento dei paesi trasformatori e della crisi Russo-Ucraina. Arretrano, a causa della crisi della domanda interna, gli acquisti all’estero di calzature (-19,9%) ma anche dei prodotti di base per l’industria come la chimica di base (-9,6%,) ed i metalli non ferrosi (-32,2%, -0,68). Fermi gli acquisti dei prodotti della meccanica generale.
Considerando i diversi continenti, è ancora l’Europa +4,7% a registrare il contributo più consistente seguita da Africa (+41,1%), America (+13,8%) ed Asia (+6,3%). La Francia (+15,8%, soprattutto pelli) si conferma primo paese di provenienza delle importazioni pisane, davanti ad una Germania che, invece, perde l’1,5% a causa delle flessioni di meccanica e chimica di base. Ad avanzare, grazie alle pelli, troviamo nazioni di diversi continenti tra le quali spiccano i Paesi Bassi (+22,7%), gli Stati Uniti (+18,9%), il Bangladesh (+46,1%) ma anche la Russia (+41,0%).

“Dopo un 2013 soddisfacente, la performance dell’export pisano ha segnato un calo significativo nei primi sei mesi del 2014, dovuto all’andamento negativo di alcuni settori ed in parte anche all’aggravarsi della crisi ucraina e ciò rappresenta un campanello di allarme di rilevante significato posto che la crescita economica di un territorio passa prevalentemente dall’esportazione - commenta il presidente della Camera di Commercio di Pisa Pierfrancesco Pacini - ciononostante, restano senz’altro positive le conferme che giungono dal cuoio ed il ritorno alla crescita per il settore delle 2-3 tre ruote. Non meno importante, l’interessante sviluppo delle vendite negli Stati Uniti nonostante l’apprezzamento dell’euro registrato nei primi sei mesi dell’anno. In questo frangente - conclude Pacini - è essenziale non perdere la fiducia. La Camera di Commercio intende proseguire nel proprio ruolo trainante per favorire i processi di internazionalizzazione delle piccole imprese pisane. In questa direzione vanno non solo i sostegni di tipo economico, quali i contributi per la partecipazione alle fiere, ma anche quelli di respiro più strategico, come la formazione, la consulenza e l’agevolazione per l’accesso al credito”.

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