Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

Imprese, a Pisa il 'tax free day' è il 10 agosto: imposizione al 60,9%

Presentato dall'Osservatorio CNA sulla tassazione delle piccole e medie imprese la rilevazione 'Comune che vai fisco che trovi'. Pisa nella media italiana, prospettive future in peggioramento

Fino al 10 agosto si lavora per pagare le tasse, e da lì in poi si tiene il guadagno per sé e la famiglia. Il comune di Pisa è in perfetta media. Il 'Total Tax Rate', il peso complessivo di tasse imposte e tributi vari sul totale di reddito prodotto, che la CNA ha calcolato per tutti i comuni capoluogo italiani, vale il 60,9%, un decimo di punto in meno della media italiana che vale per il 2016 il 61%.

A rilevare la situazione è 'Comune che vai fisco che trovi', l'Osservatorio CNA sulla tassazione della piccola impresa, giunto alla terza edizione, che analizza 124 comuni italiani, a partire da tutti i capoluoghi di regione e di provincia. Prende a riferimento una impresa individuale con 5 dipendenti, 430mila euro di fatturato e 50mila euro di utili. Cerca di capire se vi sono stati aumenti o diminuzioni e quale sia il trend attuale.

A Pisa a partire dal 2011 anno in cui è stata avviata la ricerca il 'Total Tax Rate' è passato globalmente dal 58,3 al 60,9%, ma questo peggioramento complessivo è dato dall'aumento della componente di versamenti per Irpef e IVS (contributi previdenziali e assistenziali) che sono passati da un peso del 36,4% fino al 42,2%; mentre la componente di incidenza di imposte e tributi locali è calata dal 21,7% di ben 3 punti fino al 18,7%, con un calo anche più marcato negli ultimi 2 anni, con un meno 7,6%, per effetto dei tagli a Tari e della stabilizzazione dell'IMU/Tasi e soprattutto della diminuzione dell'IRAP. In breve minor peso delle imposte di origine locale, le quali però valgono solo un terzo del totale, con oneri maggiori sui restanti due terzi.

dati tasse pisa 2016-2

Le previsioni di CNA per il 2016 non sono però positive. Il calo della pressione fiscale infatti si arresta. L'Osservatorio prevede addirittura un lieve incremento del Total Tax Rate (+0,1 per cento) destinato a salire al 61 per cento complessivo. Un incremento che deriva dall'aumento programmato dell'aliquota dell'Ivs (Invalidità-vecchiaia-superstiti), la contribuzione previdenziale della Cassa artigiani e commercianti, solo in parte attenuato dall'elevazione della franchigia Irap a 13mila euro. Inoltre, la maggior parte degli interventi introdotti con Legge di stabilità del 2016 non produrranno effetti sensibili sulle imprese di minore dimensione, se non il beneficio che deriva dal super ammortamento relativamente agli investimenti effettuati in corso d'anno.

CNA mette sul piatto diverse proposte per migliorare il sistema impositivo: "Rivolgiamo al Comune di Pisa e a tutti i comuni del nostro territorio la proposta che dal calcolo della Tari vengano tolte le superfici sulle quali vengono prodotti i rifiuti speciali per cui le imprese pagano a parte il servizio di smaltimento dedicato, ma per cui spesso viene preteso ugualmente il tributo". Eccole riassunte in 10 punti:

1. rendere l’Imu sugli immobili strumentali completamente deducibile dal reddito d’impresa;

2. utilizzare le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione per ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo;

3. introdurre una misura premiale che riduca l’imposizione sul reddito incrementale rispetto al reddito “ideale” stimato dagli studi di settore;

4. definire il concetto di autonoma organizzazione ai fini del non assoggettamento all’Irap;

5. introdurre l’Iri (Imposta sul reddito delle imprese) per consentire alle imprese personali di allineare l’imposizione sui redditi re-investiti in azienda a quella applicata alle società di capitali;

6. redistribuire il gettito derivante dalla tassazione sugli immobili adeguando i valori catastali ai valori commerciali;

7. trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili agli intermediari finanziari;

8. introdurre il principio di cassa nella determinazione del reddito delle imprese personali in regime di contabilità semplificata;

9. eliminare lo split payment e ridurre la ritenuta sui bonifici, relativi a spese per le quali sono riconosciute le detrazioni fiscali, dall’8 perlomeno al 4 per cento, come in precedenza; evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica B2B.

10. Agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni d’azienda, al pari di quanto previsto in caso di conferimenti.

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