Economia

Lavoro, la provincia sempre più rosa: le donne giovani e straniere avanzano

Crescono ancora le imprese femminili (+153, +1,5%). Balzo in avanti delle giovani (+13%) e delle straniere (+7,5%). Donne sempre più in campo spesso per sostenere il reddito familiare e far fronte alla perdita del lavoro

Ancora in crescita, nel 2013, l’universo delle imprese femminili: a dirlo sono le elaborazioni effettuate dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa sulla banca dati Infocamere-Stockview. In virtù di un saldo positivo tra iscritte e cessate pari a 153 unità, il totale delle imprese 'in rosa' raggiunge nella nostra provincia quota 10.079 aziende. Il tasso di crescita del 2013 (+1,5%), che spicca ancor di più se messo a confronto con quello regionale e nazionale, rispettivamente +0,7% e +0,6%, accresce il 'tasso di femminilizzazione' della provincia di Pisa (23,3%) che arriva ad un passo dalla media nazionale (23,6%) e a poco più di un punto da quella toscana (24,4%). Le dinamiche territoriali evidenziano contributi positivi da quasi tutte le macro aree: tra queste è la Valdera a mostrare la crescita più significativa +2,7% (+78 unità), seguita dall’Area Pisana +1,5% (+59 unità) e dal Valdarno Inferiore +1,1% (+24 imprese), l’unica eccezione è rappresentata della Val di Cecina -0,7% (-8 imprese).

GIOVANI E STRANIERE. Determinante nella crescita delle aziende 'in rosa' è il ruolo delle imprese 'giovanili', +166 unità (pari ad un tasso di crescita del +13,0%) e di quelle guidate da imprenditrici straniere +72 unità (tasso di crescita +7,5%). Si tratta di progressi che aumentano l’incidenza delle due categorie sul totale delle imprese femminili che tocca, rispettivamente, il 12,6% (1.263 unità guidate da giovani donne) e 9,9% (996 aziende amministrate da donne straniere). Poco sotto un punto percentuale (+0,9%), ma pur sempre positivo, il contributo delle aziende femminili guidate da italiane.

IL BILANCIO DEI SETTORI. Non riserva particolari sorprese l’analisi dei settori: le altre attività di servizi per la persona (centri estetici, parrucchieri, centri benessere, ecc..) sono ancora il comparto più popolato da imprese femminili (il 52,6% delle imprese è guidato da donne), seguito dalle confezioni di articoli di abbigliamento (quota 43,1%) e dai servizi di alloggio (37,8% hotel, B&B, ecc.). Nel commercio al dettaglio e della ristorazione e bar è invece “in rosa” un’impresa su tre, mentre percentuali decisamente inferiori si registrano per i servizi di trasporto e magazzinaggio (12,9%) ed il commercio e riparazione di autoveicoli (10,1%).
Quanto alla crescita le imprese femminili avanzano molto nelle attività di ristorazione e bar (+41 aziende, +5,3%), nelle altre attività di servizi per la persona (+13, +1,4%) e, all’interno del manifatturiero, delle confezioni (+10, +6,3%). Le donne arretrano invece in agricoltura (-26 unità, -2,1%): un fenomeno peraltro comune al complesso del sistema imprenditoriale pisano.

LE FORME GIURIDICHE. In termini assoluti, anche nel 2013, è proseguito il rafforzamento delle ditte individuali (+80 imprese, +1,3%) e delle società di capitali (+70 imprese, +4,6%) che rappresentano rispettivamente il 60,8% e il 15,8% delle aziende guidate da donne. In termini relativi è da segnalare il +7,5% (+6 unità) delle cooperative; lieve flessione, invece, per le Società di persone (-3 unità, -0,1%).


“In un settore, come quello dell’imprenditoria, dove non esistono le quote rosa - afferma Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio di Pisa - l’universo femminile continua a guadagnare terreno grazie alla componente straniera e giovanile. Seppur positiva, la crescita delle imprese condotte da donne si presta ad una duplice interpretazione. Se da un lato, infatti, le imprese femminili sembrano affrontare la crisi con maggior determinazione, dall’altro è anche vero che le donne stanno scendendo in campo per sostenere il reddito familiare crollato a causa della mancanza, o addirittura della perdita, del lavoro. Un approccio che, comunque lo si voglia leggere, mette in luce alcuni tratti distintivi dello stile imprenditoriale femminile come la capacità di assegnare un valore centrale ad un sistema a rete che include lavoro, famiglia e comunità assieme a indubbie abilità e capacità relazionali.”

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