Economia

Impresa, la crisi si sente: reggono donne, giovani e stranieri

Dalla fotografia della Camera di Commercio di Pisa si rilevano un calo delle iscrizioni e un aumento delle cessazioni. In crisi l'artigianato ed il settore delle costruzioni, crescono le imprese giovanili, femminili e quelle condotte da stranieri

Il protrarsi della crisi è alla base del brusco calo delle iscrizioni al Registro delle imprese della Camera di Commercio di Pisa (solo 3.058 nel 2012, il livello più basso dal 2003) e dell’aumento delle cessazioni, salite a quota 2.834. Considerando le 404 cancellazioni amministrative da parte del Registro delle Imprese, per regolarizzare la posizione di aziende non più operative, le cessazioni superano addirittura le iscrizioni, arrivando a 3.238 unità. A causa di queste dinamiche, le imprese registrate al 31 dicembre 2012 scendono a quota 43.596 unità (-161 rispetto al 2011).

Tuttavia, se mettiamo a confronto i dati provinciali con quelli regionali e nazionali, che non considerano le cessazioni d’ufficio ma solo quelle presentate dalle aziende al Registro delle Imprese, Pisa continua ad essere tra le province più dinamiche d’Italia e si posiziona al venticinquesimo posto per quanto riguarda la crescita imprenditoriale, segnando un +0,5% contro il +0,4% della media regionale ed il +0,3% di quella nazionale. A livello sub-provinciale, la crescita è trainata dall’Area Pisana (+1,0%), stabili invece il Valdarno Inferiore (+0,4%) e la Valdera (+0,3%) mentre la Val di Cecina perde lo 0,8%.

Letto da altre angolazioni, l’andamento del tessuto imprenditoriale pisano conferma lo stato di crisi dell’artigianato (-1,5%, pari a 173 unità in meno rispetto al 2011), ma anche delle forme giuridiche più semplici come le imprese individuali, dell’industria e delle costruzioni. Provano ad opporsi alla crisi i giovani, le donne e gli stranieri. È questo, in estrema sintesi, quanto emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio di Pisa sulla dinamica delle imprese pisane nel corso del 2012.

IL BILANCIO DELLE FORME GIURIDICHE. L’analisi della dinamica d’impresa, nell’ottica delle diverse forme giuridiche, segnala una sostanziale stagnazione sia delle imprese individuali che delle società di persone mentre crescono le società di capitali (+2,0%, +206 unità) e le cooperative (+2,0%, pari però a solo 10 imprese aggiuntive). Pur decelerando rispetto al 2011, continua ad essere rilevante il contributo delle società di capitali che grazie ad un +2,0% (+206 unità), spiegano quasi completamente la crescita del tessuto imprenditoriale pisano. All’interno delle società di capitali continuano a divergere le evoluzioni delle Srl (+2,2%, +212 unità) e delle SpA (-2,0%, -6 imprese).

GIOVANI, DONNE E STRANIERI. Donne, giovani e cittadini stranieri contribuiscono positivamente all’evoluzione della base imprenditoriale pisana. Questi gruppi rappresentano una parte non trascurabile del sistema economico locale: le imprese femminili, a fine 2012, rappresentano infatti il 23,1% del totale, mentre quelle straniere e giovanili sono circa l’11%. In termini di saldi iscrizioni-cessazioni, a dare il contributo più significativo, con oltre 580 imprese aggiuntive, sono le imprese giovanili, seguite da quelle gestite da stranieri (+235) mentre le femminili si fermano ad un +90.

IL BILANCIO DEI SETTORI. Considerando i diversi settori di attività, è ancora una volta il comparto dei servizi (+1,5%, +375 unità) a fornire una spinta, seppur contenuta, alla crescita dello stock di imprese registrate in provincia di Pisa. Tutti gli altri settori, pur con gradazioni diverse, segnano invece una contrazione con le costruzioni (-1,6%, -111 unità) e l’industria in senso stretto (-0,8%, -45 imprese) che registrano le flessioni più consistenti. Meno negativo, ma pur sempre in diminuzione, il numero delle imprese operanti nel settore primario (-0,7%, -27 imprese) che da anni ormai sono inserite all’interno di un trend decrescente, mentre le utilities (energia, acqua e gas) rimangono stabili rispetto al 2011.

All’interno dei servizi, unico macro-settore in crescita, sono da segnalare le dinamiche positive nel commercio all’ingrosso (+1,1%, +42 imprese), nei servizi di alloggio (+2,3%, +8 imprese), nei bar (+6,9%, +72) e nella ristorazione (+1,6%, +21 unità). L’aumento delle imprese operanti nei servizi, apparentemente un paradosso se si pensa alla crisi del mercato dove queste aziende si trovano ad operare, si spiega probabilmente nel tentativo imprenditoriale da parte di persone senza occupazione.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE PACINI. "A causa del perdurare della crisi - afferma Pierfrancesco Pacini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa - il 2012 fa segnare una diminuzione del numero di imprese registrate alla Camera di Commercio di Pisa. Un piccolo segnale positivo si coglie osservando l’aumento delle imprese giovanili, di quelle femminili e di quelle condotte da stranieri. Per favorire la nascita di nuove imprese e supportarle nella fase di avvio, la Camera di Commercio - conclude Pacini - da tempo ha messo in campo una serie di iniziative che saranno riproposte anche nel 2013. Tra queste, gli interventi a sostegno dell’accesso al credito, la concessione di contributi a fondo perduto per investimenti e avvio di nuove attività imprenditoriali, la formazione manageriale destinata agli imprenditori e ai loro collaboratori".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Impresa, la crisi si sente: reggono donne, giovani e stranieri

PisaToday è in caricamento