Economia

Giovani Imprenditori: si vede finalmente la luce in fondo al tunnel

La presidente Valiani ha parlato con noi del mondo imprenditoriale giovanile. Tra crisi e voglia di lanciarsi in nuove avventure, per i ragazzi la strada è più dura ma le possibilità di farcela ci sono: a Pisa diversi esempi di aziende create dai junior

"La crisi per alcuni è stata devastante, per altri è stata un valido aiuto per crescere". Parola di Vanessa Valiani, presidente provinciale del gruppo Giovani Imprenditori della Confartigianato, che ha rilasciato a Pisatoday un'intervista esclusiva, offrendoci una panoramica della situazione dei baby imprenditori nel territorio pisano. Una situazione dunque non tragica per la presidente del movimento Giovani Imprenditori che conta 130 iscritti e che si candida a diventare un punto di riferimento in provincia per i molti ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro.

Presidente Valiani, di cosa si occupa la vostra associazione?
"Ci occupiamo di rappresentare, tutelare e promuovere gli interessi specifici degli imprenditori artigiani sotto i 40 anni, cercando di formare i giovani sia dal punto di vista imprenditoriale sia dal punto di vista dell'associazionismo e delle relazioni sociali. Inoltre promuoviamo iniziative di carattere ricreativo e culturale in modo da dar vita ad uno spirito di aggregazione e di creare uno scambio attivo tra i giovani".

Su quali aspetti state insistendo maggiormente in questo momento?
"Ci stiamo occupando delle reti d'impresa, cerchiamo di far capire cosa sono e perchè sono utili in un momento di crisi come questo, inoltre cerchiamo di portare avanti con impegno il rapporto con l'Università e con i vari poli tecnologici, elementi che caratterizzano positivamente il nostro territorio"

Secondo la sua esperienza, sono molti i giovani che decidono di aprire nuove aziende oppure nella maggior parte dei casi si tratta solo di subentrare nelle ditte dei genitori?
"Il passaggio generazionale esiste, io ne sono l'esempio visto che lavoro nell'azienda di mio padre che è attiva da tre generazioni, ma devo dire che nel pisano esistono vari casi di ditte ex novo che hanno investito ad esempio in nuove tecnologie o in idee innovative, ottenendo buoni risultati: questo è un dato di grande prestigio, un fiore all'occhiello per la nostra provincia".

Quindi non è tutto buio come si vuol far credere?
"La crisi c'è, è inutile negarlo, ma credo che i giovani possano vedere anche un pò di luce. Resta però l'accesso al credito come una delle  principali difficoltà per investire in nuove imprese: le banche spesso sono diffidenti nel concedere prestiti".

Pisa è meta di molti studenti provenienti da altre regioni d'Italia, quanti rimangono a lavorare nel pisano?
"Nella mia attività ho incontrato molti ragazzi che hanno deciso, una volta terminati gli studi, di restare a Pisa e di aprire una propria azienda: questo per la provincia è un vanto. Grazie al suo tessuto economico versatile, viene considerata luogo ideale per nuovi insediamenti produttivi".

Infine quali sono le doti che un ragazzo che si affaccia al mondo dell'imprenditoria deve avere?
"Oggi per essere un buon imprenditore sono necessarie tre qualità fondamentali: sobrietà, buon senso ed attenzione nel compiere le opportune valutazioni per evitare così di correre inutili rischi".


 

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