Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

Mercato del mattone, crollo appalti pubblici: -45% in un anno

Il confronto fatto da Cna fra il 2015 ed il 2016 evidenzia come anche in provincia di Pisa la crisi dell'edilizia dal lato pubblico colpisce le imprese locali: meno appalti e di minor valore

"Le imprese chiudono o, quando va bene, stringono la cinghia". Allarme lanciato dalla Cna di Pisa dopo la denuncia del forte calo degli appalti pubblici nel numero e negli importi, già espretto dell'Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone a livello nazionale, che adesso trova riscontro nei dati locali.

I dati mostrano un comparto costruzioni stremato. A livello nazionale l'Anac segnala "la forte riduzione della domanda dei lavori pubblici nel 1° semestre 2016. Prima dell'entrata in vigore del Codice degli appalti la percentuale media ha evidenziato, rispetto all'analogo periodo del 2015, una riduzione pari al 16% relativamente al numero degli appalti ed al 33% relativamente all'importo, con oscillazioni più o meno ampie a seconda della classe di importo e del mese di riferimento. Dopo l'entrata in vigore del nuovo Codice, invece, nel periodo compreso tra il 19 aprile ed il 30 giugno 2016 tale riduzione rispetto all'analogo periodo del 2015 è risultata più accentuata con valori medi nell'ordine del 52% in termini di numerosità e del 62% in termini di importo".

Un trend confermato in provincia di Pisa, secondo l'elaborazione della Cna su dati dell'Osservatorio Regionale Appalti. Infatti se gli importi complessivi ammontavano nel primo semestre 2015 a 367.964.538 euro, questi si sono prosciugati fino a 200.372.755 euro da gennaio a giugno 2016. Ovvero un crollo del 45% da un anno al seguente.

Facendo il confronto con il 2014, con importo complessivo pari a 298.353.861 euro, e quindi meno generoso del 2015, il calo è pur sempre di un terzo. Anche l'analisi della numerosità dei bandi pubblicati in questi periodi conferma i dati: nell'aprile 2015 i bandi sono 105 e così anche quelli di maggio, che calano a 69 e 59 rispettivamente negli stessi mesi nel 2016. I dati di giugno sono ancora peggiori, infatti erano 97 i bandi nel 2015 e solo 9 nel mese scorso, per quanto il dato non è ancora definitivo.

Il presidente Cna Pisa Matteo Giusti: "In generale ci pare che manchi il senso dell'urgenza nelle pubbliche amministrazioni nel far riprendere il mercato degli appalti pubblici. Molteplici possono essere le chiavi di lettura di questi dati, alcune anche oggettive e riferite alla complessità delle nuove norme (centralizzazione delle Committenze, mercato elettronico, progetto esecutivo obbligatorio, incertezze interpretative, direttive ANAC e decreti attuativi ancora in corso, ecc.), ma la drammaticità dei dati resta assolutamente invariata e la loro ripercussione sulla situazione economica delle nostre imprese e del nostro territorio è sempre più dirompente, assolutamente non più sostenibile".

"Chi amministra il nostro territorio - conclude Giusti - ha il dovere di valorizzare il proprio tessuto economico e produttivo, i posti di lavoro e gli spazi per la creazione di impresa. Il tempo è scaduto, se l'importante leva degli investimenti pubblici non ritorna ad esercitare il ruolo che le compete di volano per l'economia e il lavoro. Progetti e risorse non mancano, non accettiamo più scuse di nessun tipo. Cna farà di tutto per tutelare le proprie imprese".

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