Venerdì, 25 Giugno 2021
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Piano lavoro: la ricerca IRES sulla situazione economica pisana

Statistiche e ricette contro la crisi economica del mondo lavorativo: aziende e impieghi in calo in tutta la provincia, bene i dati di import-export

Oggi nella sede della Cgil pisana si è svolta la Conferenza Territoriale 'Piano del Lavoro', dove è stata presentata la ricerca dell'IRES Toscana (l’Istituto di ricerca e statistica del sindacato) relativa alla situazione dell'economia territoriale pisana con il suo apparato produttivo.

Tanta carne al fuoco e numerosi dati da analizzare, legati anche al periodo di forte crisi economia che sta attraversando l'Italia. Tra i primi nodi della matassa compaiono subito l'argomento disoccupazione e le ore di cassa integrazione nei settori della metalmeccanica e dell'edilizia, che si aggirano intorno ai 4 milioni e 500 nel 2012, contro i 4 milioni e 900 degli anni scorsi. Un dato che dovrebbe continuare a scendere.

"Assistiamo a una vera e propria dequalificazione del lavoro - spiega Fabio Giovagnoli, direttore dell'Ires Cgil Toscana - statisticamente solo 8 lavori su 100 sono stabili. La Toscana è una Regione ad alta vocatura manifatturiera ma stiamo assistendo ad un preoccupante calo delle produzioni, come nel 2009. Nonostante il grave periodo di crisi, la regione sta cercando di mantenere un equilibrio strutturale per arginare le tendenze alla retrocessione economica".

"L'unico dato positivo - continua Giovagnoli - è quello dell'import-export e del saldo commerciale. C'è da sottolineare come il dato export sia fortemente condizionato dalle vendite di oro nei paesi esteri, che purtroppo impoveriscono l'intero assetto patrimoniale e questo lo rende un dato non del tutto positivo".

Fabio Giovagnoli spiega poi come gli impieghi a Pisa siano in calo anche nel settore dell'industria  e che l'unico settore in crescita sia quello dei servizi. Tirando le somme, nell'ambito della crisi generale italiana, la Toscana e Pisa si collocano in una posizione mediana: risentono del momento, soprattutto per quanto riguarda la crescita e la produttività delle media impresa. Così anche il mercato del lavoro che sta passando un periodo di stagnazione e calo generale.

"La soluzione - conclude Giovagnoli - è molto semplice:  bisogna combattere le politiche economiche depressive e servono più investimenti, gli incentivi però non devono partire solo dallo Stato, ma anche dagli enti locali e dalla Regione. Bisogna investire soprattutto sulla ricerca e sull'innovazione".

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