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Crack Banca Etruria, soldi persi anche in provincia: "Prepariamo un esposto in Procura"

Federconsumatori Toscana lancia un appello anche alle Istituzioni e alla politica "affinché in fase di conversione del Decreto si recuperi questa enorme ingiustizia". Intanto da gennaio 2016 soldi dei privati ancora più a rischio

'Chi glielo dice a mio padre che ha perso tutto?'. Inizia così una lettera, arrivata a Federconsumatori Toscana, di un figlio di un anziano titolare di obbligazioni subordinate della Banca Etruria, su cui è calata la scure del Decreto approvato domenica 22 novembre in Consiglio dei Ministri.
Decreto che per il salvataggio della Banca stessa lascia con l’amaro in bocca azionisti grandi e piccoli e risparmiatori che con fiducia sono stati consigliati a mettere i propri soldi in obbligazioni subordinate emesse da Banca Etruria e che oggi si trovano azzerato il loro valore. Sono almeno 30mila i risparmiatori toscani in possesso di obbligazioni subordinate e di azioni che ora valgono zero: mediamente hanno perso 15-20mila euro a testa, ma ci sono casi di clienti che hanno perso oltre 100 mila euro.

Numerosi sono anche i clienti della nostra provincia purtroppo incappati in questo crack finanziario. Ricordiamo che Banca Etruria ha filiali anche a Pisa, Pontedera e Santa Croce Sull'Arno. Per i correntisti dell’istituto aretino il consiglio è verificare se effettivamente sono possessori di obbligazioni subordinate e azioni.

“E’ sicuramente un altro colpo al rapporto di fiducia tra cittadini e sistema bancario che in Toscana ha visto coinvolte migliaia di persone per le vicende di MPS e della Banca Popolare Vicenza ex CariPrato. Con la vicenda delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, c'è un problema sociale di una comunità che si impoverisce, riceviamo tante persone disperate che chiedono aiuto” spiega Federconsumatori Toscana, che si adopererà su più fronti per tutelare le persone coinvolte: “Ci sono gravi responsabilità degli amministratori, del gruppo dirigente e degli stessi organi di controllo, Banca d’Italia e Consob. Verifichiamo se ci sono i margini per l'intervento dei magistrati: stiamo lavorando nella raccolta dati in vista di esposto in Procura. Temiamo che nella stragrande maggioranza dei casi le obbligazioni subordinate siano state vendute a soggetti che non avevano le caratteristiche (Mifid) per tale tipologia di prodotto finanziario (alto rischio). Vanno anche sollecitati i parlamentari toscani affinché in fase di conversione del Decreto si recuperi questa enorme ingiustizia. E bisogna capire con le Istituzioni se può emergere un soggetto terzo per attivare forme conciliative. Invitiamo i cittadini interessati a segnalarci le loro situazioni”.

E da gennaio con l'introduzione del Bail-in i rischi per i correntisti aumenteranno. Il primo gennaio 2016 infatti entrerà in vigore la direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie, una vera rivoluzione per le banche europee, compreso quelle italiane. Ma soprattutto per i risparmiatori e titolari di conti correnti. Se fino ad oggi le banche sono state salvate anche con soldi pubblici, da gennaio 2016 in caso una banca sia in difficoltà non interverrà più solo il Fondo interbancario, ma dovranno farsi carico delle perdite anche i privati come gli azionisti, obbligazionisti subordinati, quindi i possessori di obbligazioni ordinarie e gli stessi correntisti con giacenze superiori a 100 mila euro. "Questo in gergo tecnico si chiama bail-in, difficile che correntisti e risparmiatori siano a conoscenza dei veri rischi e degli effetti collaterali della sua introduzione" sottolineano da Federconsumatori.

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