Saldi invernali, Confesercenti: "Data troppo a ridosso del Natale"

L'associazione di categoria critica la data scelta per l'inizio dei ribassi (5 gennaio) e attacca il metodo dei cosiddetti pre-saldi

Sabato 5 gennaio via ai saldi invernali di fine stagione. Una dicitura che lascia parecchio perplessi i commercianti considerando che dovranno scontare capi praticamente poche ore dopo San Silvestro e con un inverno che, dal punto di vista climatico, ha davvero regalato pochissime giornate di freddo.
Per questo Confesercenti Toscana Nord vuole, per l’ennesima volta, riaprire il dibattito sulla tempistica e modalità di svolgimento tornando con forza a parlare di posticipare la data, limitarne la durata, definire il modo di svolgimento.
“A partire dai giorni del Black Friday - spiega il presidente area pisana Luigi Micheletti - è stato un crescendo di sconti e promozioni anche durante il periodo natalizio, un meccanismo che ha favorito i consumi durante le feste e che prosegue in maniera inarrestabile. Per questo cresce, nel mondo della piccola impresa del settore moda, la voglia di modificare, anche, in modo radicale tutto il tema delle vendite straordinarie. Come Confesercenti sosteniamo, ormai da anni, che una data di inizio delle vendite di fine stagione, così ravvicinata al Natale sia penalizzante per imprese e consumatori. La nostra proposta è far partire i saldi realmente a fine stagione e con una durata limitata. Poi possiamo, anche, aprire una discussione su natura e modalità delle vendite promozionali, su chi deve effettuare i controlli necessari sul corretto svolgimento nel rispetto del principio di trasparenza nei rapporti dell’utente finale; ma di fatto, senza l’introduzione di una norma che ne regoli data e durata sarà molto difficile far ripartire i consumi del settore moda”.

Micheletti mette poi l’accento sui cosiddetti pre-saldi. “In un contesto di poca chiarezza non manca chi contatta i clienti abituali tramite sms e mail, invitandoli a recarsi presso i punti vendita per i pre-saldi, una strategia per invogliare a spendere. I pre-saldi non andrebbero mai praticati ma ciò nonostante è diventato normale per contrastare soprattutto le grandi catene”. La conclusione del presidente: “Abbiamo ampiamente discusso in questi anni per poi arrivare ad una data unica su tutto il territorio nazionale. Rimane però il tema dell’e-commerce i cui fatturati in percentuale stanno avvicinandosi ormai alla doppia cifra e dall'altro il fatto che la maggior parte delle persone preferisce aspettare l’inizio dei saldi per acquistare capi pesanti e di maggior impatto sul budget familiare. I saldi, è bene ricordarlo, rappresentano ancora oggi un momento fondamentale per le imprese; per questo è fondamentale un cambio di passo in un momento in cui la combinazione di diversi fattori come calo dei consumi, crescita del commercio elettronico, cambiamento degli stili di vita, rende sempre più difficile mantenere in vita la rete dei negozi tradizionali”.

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