Sciopero fiscale, il sindaco: "Vicino ai commercianti, dal Governo necessari ristori adeguati e tempestivi"

Michele Conti interviene sullo sciopero fiscale annunciato da Confcommercio Toscana come segno di protesta contro le misure del Governo

“Capisco la grande disperazione di tanti operatori commerciali della nostra città e non solo, perché se il primo lockdown della scorsa primavera ha fiaccato moltissime imprese, soprattutto commercio e turismo, con il passaggio della Toscana in zona rossa, che ha decretato di fatto un nuovo lockdown, gli operatori di alcune categorie non potendo lavorare sono precipitati in una condizione di grande difficoltà. Sono loro vicino e auspico da parte del Governo ristori adeguati e tempestivi per evitare una débâcle che colpirebbe non solo quei settori, ma l'intera collettività: è evidente che in queste condizioni le imprese saranno in difficoltà a pagare tributi locali e nazionali”. Ad intervenire dopo l'annuncio dello sciopero fiscale da parte di Confcommercio Toscana è il sindaco di Pisa Michele Conti.

“Lo sciopero fiscale promosso da Confcommercio Toscana - prosegue Conti - è un segnale evidente dell'esasperazione di migliaia di commercianti i quali, da mesi, sono inascoltati da un Governo che non riesce ad interpretare le reali esigenze degli operatori del commercio, del turismo e di un settore, quello del terziario, che nella nostra regione ed anche nel resto d'Italia è assolutamente primario e strategico. L'iniziativa annunciata di bloccare il pagamento di tutte le classiche imposte, suona, dunque, come una bocciatura nei confronti di chi continua a sfornare decreti che si stanno rivelando insufficienti a sostenere concretamente un comparto, purtoppo, in caduta libera. La pandemia sta portando, infatti, nel baratro un numero considerevole di piccoli imprenditori, coinvolgendo, ovviamente, i dipendenti e le loro famiglie”.
“Sono, quindi - conclude il sindaco - assolutamente solidale con i soci della Confcommercio Toscana, auspicando che la loro forte presa di posizione, sia da stimolo nei confronti di chi dovrebbe adeguatamente supportarli, scongiurando dunque il fatto che, per la manifesta incapacità altrui, in molti rischino di non potersi economicamente più rialzare”.


 

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