Economia

Saline di Volterra, la Smith Bits manda a casa i lavoratori: è contestazione

Nella giornata di venerdì è giunta la comunicazione dell'azienda della sospensione delle attività per quasi tutti i dipendenti, che restano senza stipendio. Un gesto provocatorio secondo i sindacati, un segnale negativo contrastato dai sindaci

La reazione dell'azienda al blocco dell'uscita delle merci prodotte non si è fatta attendere ed è quella più temuta: quasi tutti i lavoratori a rischio licenziamento sono stati messi in libertà, cioè mandati a casa senza stipendio e senza ore di attività da svolgere. La comunicazione c'è stata ieri da parte della direzione della Smith Bits, con subito convocata l'assemblea permanente da parte dei dipendenti e qualche contestazione al capo del personale Mauro Marchi appena uscito dai cancelli.

"L'azienda ha sprecato un’occasione davvero unica di potersi presentare all'appuntamento del 19 giugno con le migliori buone intenzioni dalla propria parte, tradendo invece una bella dose di nervosismo gratuito". Così ha commentato il sindaco di Volterra Marco Buselli, che richiama alla calma per il bene di tutti: "E' necessario mantenere il sangue freddo e rafforzare l'unità dei lavoratori e della comunità nel suo complesso, che si stringe attorno ai lavoratori della Smith senza se e senza ma".

Una posizione condivisa da tutti i sindaci: "Mi auguro – ha proseguito Buselli – che tutto questo tempo sia servito all'azienda a buttar giù un piano industriale degno di questo nome". Chiamato in causa anche il governatore Rossi: "Chiedo che il Presidente metta al primo posto della sua agenda la situazione della Smith, dato anche il segnale negativo di oggi non può essere sottovalutato e fa sì che il fattore tempo in questa vicenda diventi sempre più determinante".

La Fiom spiega il retroscena della vicenda: "Avevamo in qualche maniera fatto arrivare un messaggio all'azienda in modo che se davvero volevamo provare ad accelerare i tempi e vi fosse stata tutta questa frenesia di ripartire e consegnare gli scalpelli, noi eravamo ben disponibili a iniziare da subito un confronto sul piano industriale, e quindi li avevamo invitati ad anticipare i tempi evitando forzature indebite, ma a quanto pare non hanno sentito ragioni. Lavoratori all'interno di una procedura di mobilità per cessazione di attività che poi vengono messi anche in libertà: sfiora il paradosso procedurale".

La paura è che sia in atto una strategia destabilizzante, capace di rompere la compattezza dei lavoratori per procedere coi licenziamenti: "Non ci convince per nulla questo passaggio aziendale e non lascia presagire niente di buono, noi l'azienda la sfidiamo a presentarci un concreto piano industriale che dia prospettiva allo stabilimento di Saline di Volterra e salvaguardi i livelli occupazionali, quindi non cadiamo in provocazioni con il tentativo di farci parlare d'altro".

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