Economia

Sulla Piaggio e sullo stato dell'economia della Valdera: intervento del sindaco di Pontedera Simone Millozzi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Si rinnovano in questi giorni i richiami all'iniziativa delle istituzioni locali e l'invito all'unità delle forze politiche e sindacali per affrontare con maggior compattezza e più fermezza la grave crisi economica che il territorio sta attraversando e, in particolare, per fronteggiare i pericoli di un disimpegno della Piaggio da Pontedera. Il tema ovviamente mi coinvolge e ne condivido lo spirito. Con la consueta franchezza credo tuttavia che occorra provare a uscire dalla dimensione rituale e strumentale di queste polemiche e provare, ognuno per le sue responsabilità, a fare la propria parte. La scarsa compattezza sindacale, per fare un esempio, è un elemento che oggettivamente indebolisce le capacità di interlocuzione del territorio e tuttavia non è un elemento di cui poter semplicemente prendere atto, o paradossalmente, denunciare come responsabilità da attribuire a qualche misteriosa forza malefica. A chi si predica l'unità sindacale?

Ecco dunque che, per evitare di esercitarmi a mia volta nella denuncia fine a se stessa e autoassolutoria, proprio perchè consapevole dei limiti degli strumenti di cui disponiamo e della complessità della situazione, penso sia più utile provare a chiarire gli obiettivi sui quali richiamare gli interlocutori a condividere una strategia e su cui misurare il proprio impegno. I rischi sono chiari a tutti; è il passaggio dalla consapevolezza alla strategia che resta incompiuto e sul quale occorre sforzarsi di fare qualche passo in più, a rischio di aprire altri fronti.

Si tratta dunque di definire priorità concrete e perseguibili. Nei confronti della Piaggio ritengo per esempio che prima ancora che sulle questioni contrattuali e occupazionali, rispetto ai quali l'azienda ha dato le risposte più credibili in questo periodo, vada rafforzata l'interlocuzione sul rapporto con le istituzioni del territorio: formative, culturali, dei centri di innovazione e trasferimento tecnologico. Questo terreno, che è quello sul quale registriamo le principali debolezze e passi indietro dell'azienda, è il solo terreno sul quale potranno innestarsi meccanismi virtuosi per le imprese locali e per l'occupazione. Diversamente si arretra, non ci sono diritti e contratti integrativi che tengano. Alle istituzioni, alle forze politiche e sindacali spetta il compito non solo di reclamare diritti e opportunità, ma renderne effettiva l'accessibilità.

Questo è il terreno su cui sono impegnato, insieme ai rappresentanti politici della zona, nella costruzione di relazione con i livelli politici regionali e nazionali. Su questi temi penso sia utile provare a costruire un'interlocuzione stringente con l'azienda piuttosto che su improbabili e confusionari richiami alla “lealtà territoriale” o, peggio, legami familiari. Museo Piaggio, Pont-Lab, accordi con Università e Ricerca sono le infrastrutture da mettere al centro della nostra strategia; su questi sentieri strettissimi possiamo incrociare l'interesse dell'azienda; diversamente facciamo propaganda.

Vi è infatti, e qui si innesta l'orizzonte nazionale che è l'altra parte del ragionamento, un'oggettiva incertezza riguardo alla strategia di politica industriale che la Piaggio intende assumere. Non è solo un problema di favorire produzioni asiatiche in luogo di quelle locali, quanto di una visione tutta congiunturale del mercato dalla quale non si intravedono incoraggianti segnali di investimento che sappiano cogliere efficienze produttive legate a nuovi materiali, integrazioni di servizi, innovazioni avanzate che sono, per l'appunto, le risorse da cui più facilmente l'azienda potrebbe attingere dal territorio.

Evidentemente è una vicenda più grande di Pontedera e anche della Regione stessa, chiama in causa la capacità di un contesto nazionale di definire una “strategia Paese” per quel poco di manifattura che ancora esiste in Italia e tra questi certamente l'azienda Piaggio. La vicinanza politica e territoriale del Presidente del Consiglio e almeno un ministro, certamente aiutano, ma occorre avere strategie e obiettivi chiari. L'amministrazione comunale, in coerenza con il proprio profilo politico, intende rappresentarle secondo le priorità che ho provato tratteggiare in queste poche righe, a questo sta lavorando, accettando il contributo di tutti e cercando di svolgere al meglio il proprio ruolo piuttosto che cercare dare compiti agli altri.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sulla Piaggio e sullo stato dell'economia della Valdera: intervento del sindaco di Pontedera Simone Millozzi

PisaToday è in caricamento