Economia

Tassa di soggiorno: dal prossimo 1° marzo si pagherà anche a Pisa

I clienti delle strutture ricettive pisane dovranno corrispondere 2 euro a notte per persona negli alberghi a 4-5 stelle, 1,50 per quelli a 2-3 stelle e un euro per quelli ad una stella, per ostelli e campeggi

Il dado è tratto, la tassa di soggiorno arriverà anche a Pisa dal prossimo 1° marzo. Il Comune di Pisa ha tirato dritto per la sua strada e ieri, durante la riunione che si è tenuta con Federalberghi, Confesercenti e Unione Industriali (incontro a cui non ha partecipato Confesercenti), ha comunicato le tariffe che saranno applicate, ovvero 2 euro a notte a persona per gli alberghi a 4 o 5 stelle, 1,50 per quelli a 2 o 3 stelle e un euro per quelli ad una stella, ostelli e campeggi. Nella bassa stagione gli albergatori dovranno applicare la tassa fino ad un massimo di tre giorni, per l'alta stagione invece fino ad un massimo di cinque.

Le richieste delle associazioni di categoria, che chiedevano tasse di 1 euro e 50 per gli alberghi più lussuosi e di 1 euro per gli altri, non sono state ascoltate. Inoltre in caso di mancato pagamento della tariffa da parte del cliente, la responsabilità sarà degli stessi albergatori che potranno muoversi in due modalità, per evitare di pagare di tasca propria: o far firmare al cliente la liberatoria per fornire i propri dati personali al Comune, che dunque si occuperà della riscossione, oppure denunciare lo stesso cliente che si rifiuta di pagare la tassa di soggiorno.

Non ha partecipato alla riunione come detto Confesercenti, contraria sin da subito e decisa a non piegarsi al volere dell'amministrazione comunale. "Come Confcommercio Pisa pensiamo che la bozza di compromesso offerta e sottoscritta all'amministrazione comunale dalle altre associazioni di categoria non corrisponda ai reali e legittimi interessi degli albergatori e dell'intero sistema turistico ricettivo della città - dichiara il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli - di fatto, è una resa su tutti i fronti al diktat dell'amministrazione comunale: immediata introduzione della tassa di soggiorno già a partire dall'inizio del 2012, indipendentemente dai contratti in essere già sottoscritti da molti operatori alberghieri, responsabilità della riscossione e relative conseguenze economiche e burocratiche a totale carico degli albergatori, nessun tipo di garanzia ottenuta sull'eventuale impiego dei soldi raccolti con la tassa, nessun impegno ottenuto sulla realizzazione di efficaci azioni a sostegno degli imprenditori turistici, nessuna forma di coordinamento e armonizzazione con i comuni limitrofi, nessun tipo di agevolazione e di detrazione per particolari categorie di viaggiatori".
"La tassa di soggiorno - prosegue Pieragnoli - mina la competitività del sistema turistico locale, l'attrattività dell'intera città, aggravando altresì le condizioni di lavoro, le possibilità di sviluppo, le prospettive di nuova occupazione. Un freno, un balzello, un ulteriore e pesante prelievo a danno di chi produce ricchezza, servizi e lavoro. Noi non possiamo e non vogliamo tradire il legittimo mandato che gli imprenditori ci hanno affidato. E per questo motivo, ribadiamo il nostro no. La nostra Associazione è ben consapevole delle difficoltà che attraversa l'amministrazione comunale, auspichiamo altresì che la stessa amministrazione comunale capisca le difficoltà che stanno attraversando le imprese".

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