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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Economia Pontedera

Privatizzazioni, il Comune procede su Ecofor. I Cobas "Svendita di azioni, a rischio i lavoratori"

Il Comune di Pisa ha deciso a fine 2013 la vendita della propria partecipazione azionaria in Ecoforservice e recentemente ha confermato tale orientamento. Per il sindacato "si favorisce una privatizzazione, a rischio il posto di lavoro di 60 dipendenti"

Una riorganizzazione societaria che favorisce una nuova privatizzazione, con rischi per i 60 posti di lavoro dell'azienda. E' il parere che i Cobas danno della vendita delle azioni della Ecoforservice, società mista pubblico-privata che si occupa di smaltimento di rifiuti speciali, il cui capitale è al 60% di soci pubblici, di cui il 31% di proprietà del Comune di Pisa (ed altri 22 comuni). Una delibera di giunta di fine 2013 (la n. 82/2013), votata anche da Sel oggi all'opposizione, ha deciso la vendita della partecipazione azionaria del comune, tanto che il 22 gennaio 2015 Filippeschi ha scritto una lettera ad Ecoforservice dove si conferma la mancanza di presupposti per il mantenimento della stessa.

Quindi si vende, ed i Cobas temono un Galilei bis per l'azienda con impianti a Gello di Pontedera e Cascina, per un totale di 60 dipendenti: "Crediamo di inaudita gravità la decisione del Comune di Pisa di disinteressarsi a una società che con la uscita di uno dei suoi principali azionisti si troverebbe in grave difficoltà; la riduzione del capitale sociale consegnerebbe l'azienda nelle mani delle banche che hanno finanziato alcune opere di ammodernamento indispensabili per il rispetto delle normative vigenti in materia di igiene ambientale e smaltimento dei rifiuti industriali e sarebbero anche a rischio i posti di lavoro".

"L'Amministrazione sta svendendo le sue quote – sostengono i Cobas – favorendo la privatizzazione. Quanti oggi sono all'opposizione non hanno mosso un dito per contrastare la vendita di azioni in una società che impiega oltre 60 dipendenti. Il Comune di Pisa non ha esercitato alcun controllo su Ecoforservice in questi anni e nonostante il suo disimpegno continua a mantenere un suo rappresentante nel Cda".

La manovra non risponderebbe a reali esigenze di organizzazione ma a fare cassa, per "coprire i buchi di operazioni non andate a buon fine come quella della Sesta Porta, o per investire in una inutile opera come il People Mover, i costi della quale sono aumentati a dismisura e ricadono per lo più sui cittadini pisani".

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