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70° anniversario della Liberazione, il sindaco: "La memoria è per noi una guida"

Nel corso della cerimonia per celebrare i 70 anni dalla liberazione della città, sono state deposte corone di alloro alle lapidi dei sindaci che fecero la storia del dopoguerra. Il presidente nazionale ANPI Smuraglia: "Recuperiamo la dignità della persona"

Una cerimonia sentita e partecipata quella per la celebrazione del 70° anniversario della liberazione della città di Pisa svoltasi questa mattina in Logge di Banchi.

Presenti, insieme al sindaco di Pisa Marco Filippeschi, a Giorgio Vecchiani, presidente provinciale ANPI e Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI, il presidente del Consiglio Comunale Ranieri Del Torto, il presidente della Provincia Andrea Pieroni e i sindaci dei Comuni di San Giuliano, Calci e Cascina.

Dopo il ricordo e le deposizioni di corone alle lapidi dei sindaci che fecero la storia del dopoguerra il momento delle riflessioni con la città.

“La memoria è per noi una guida, un insieme di principi e valori che devono vivere - ha detto il sindaco di Pisa Marco Filippeschi - nella nostra città siamo testimoni degli orrori della guerra e promotori di una divulgazione attraverso nuovi linguaggi che renda vive le pagine di storia. Il prossimo anno ricorreranno i 70 anni dall’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale - ha proseguito il primo cittadino - vorremmo lavorare insieme a tutte le altre istituzioni per riflettere sul periodo di passaggio tra le due guerre, quello dell’avvento dei Fascismi e del Nazismo. Quel periodo non può essere considerato una parentesi, un sintomo della crisi. Oggi come allora siamo in un periodo di grandi e rapidi cambianti e conservare la memoria ed i principi che racconta può spingerci verso la ricerca di una pace generale. Il 5 settembre intanto ricorderemo un’altra pagina terribile della nostra storia nell’anniversario della firma delle leggi razziali a S. Rossore e lo faremo con la lectio magistralis del prof. Daniele Menozzi”.

“Bisogna rilanciare il principio guida della nostra Costituzione ovvero il rispetto della dignità della persona - ha detto Carlo Smuraglia, presidente ANPI nazionale e volontario combattente nel Corpo Italiano di Liberazione - e ricordare le Liberazione senza mitizzarla, con le sue luci e le sue ombre, riconoscendo, al di là dei tentativi di revisionismo storico, la straordinarietà della storia che ha portato persone diverse con ideologie diverse a lottare per un unico ideale”.

“Mai considerare la libertà un valore acquisito, il pericolo esiste e la storia tende a ripetersi soprattutto nei momenti di crisi - ha proseguito Smuraglia, citando il Pontefice - le mille guerre presenti nel mondo sono molto più vicine a noi di quanto non sembri”.

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