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Mostra 'Viviani' dedicata al pittore e incisore pisano Giuseppe Viviani

L’allestimento 'Viviani' è un tributo al pittore e incisore pisano, Giuseppe Viviani, morto nel 1965. Quest’anno ricorrono i cinquant’anni dalla grande mostra, postuma, che fu dedicata all’artista nel 1966 al Giardino Scotto.

L’appuntamento è per venerdì 23 dicembre alle ore 12 a Palazzo Lanfranchi, dove saranno ospitate una trentina di incisioni, provenienti dal 'Gabinetto disegni e stampe' dell’Università. All’inaugurazione sarà presentato un piccolo libro – cadeau curato da Alessandro Tosi, Nicola Miceli e Stefano Renzoni. A gennaio, invece, un’altra porzione dell’allestimento sarà aperta presso la Chiesa della Spina, lungo un immaginario percorso alla scoperta di Viviani e della città. All’interno della piccola chiesa gotica sarà possibile ammirare alcune tele del Viviani pittore.

Viviani, nasce a San Giuliano nel 1898, e vive la sua vita a Pisa. Nei suoi quadri sono rappresentati "la topografia e il paesaggio campestre e urbano di Marina di Pisa - spiega Nicola Micieli - e in estensione lungocosta le più rade ambientazioni da Boccadarno a San Rossore a Tombolo e Viareggio, ambienti poi battuti certo con maggiore frequenza da Viviani cacciatore".

Proprio la caccia fu all’origine della sua passione per i cani, raffigurati ripetutamente dall’artista. Viviani ha anche rappresentato la città, seppur in maniera particolare, come racconta Stefano Renzoni: "La Pisa ritratta da Viviani è sempre stata quella contratta nello spazio fisico e simbolico dei monumenti di piazza del Duomo. ( … ) Qualche muro, con la bicicletta con i freni a bacchetta appoggiata e in agguato, e uomini che verrebbe voglia di chiamare come spaesati". La critica, in maniera unanime, ha rimarcato il profondo pessimismo esistenziale che s’inferisce dalle opere dell’autore, una visione della vita influenzata dalla biografia dell’autore che perse il padre all’età di due anni. Al pessimismo si aggiungeva una certa timidezza, tantoché lui stesso si definiva 'timido come i bovi'. Quando arrivò il successo nel dopoguerra, non si scompose; anzi, la conquistata stabilità economica, gli permise di dedicarsi solamente alla sua arte e alla caccia. Nel 1948 ottenne la cattedra di Incisione presso l’Accademia di belle Arti di Firenze e quando morì, nel 1965, le sue opere avevano ormai acquisito fama nazionale.

L’organizzazione di 'Viviani' è sostenuta anche da Palazzo Blu che vanta un’ampia collezione di litografie dell’artista pisano, e quindi incoraggia manifestazioni che approfondiscano la conoscenza di quest’artista. Inoltre, Palazzo Blu e Palazzo Lanfranchi costituiscono i due grandi poli culturali di Mezzogiorno e perciò lavorano in stratta collaborazione. L’organizzazione dell’allestimento 'Viviani' è supportata anche da Fondazione Arpa.

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