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Domenica, 29 Gennaio 2023
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Il Consiglio comunale di Pisa dice no alla riforma del catasto

Approvata la mozione del consigliere Giovanni Pasqualino (Lega)

Con il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza (Lega, Fdi, Fi) e quello contrario di Pd e Diritti in Comune (il M5S si è astenuto), il Consiglio comunale di martedì scorso, 26 ottobre, grazie ad una mozione - primo firmatario il consigliere Giovanni Pasqualino (Lega) - ha detto no alla riforma del catasto.

“Il Governo italiano - ha poi commentato il consigliere Pasqualino - si è assunto l’impegno di accompagnare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con una riforma del Fisco che miri, tra gli altri obiettivi, alla sua semplificazione ed alla progressiva riduzione dell’imposizione fiscale, allo scopo infatti è stata costituita una Commissione Parlamentare bilaterale tra Camera e Senato, che nel corso degli scorsi mesi ha elaborato una bozza della proposta di riforma nella quale è emersa la necessità di ridurre l’imposizione fiscale sugli italiani. Nel documento però non è stata trattata la riforma del catasto perché le forze politiche sul tema non hanno trovato un’intesa favorevole. Nonostante ciò . continua Pasqualino - il Governo approva la legge delega di riforma del fisco incentrandosi sulla revisione delle rendite catastali per attuare una riforma a parità di gettito".

"Il rischio concreto - ha aggiunto la consigliera Giulia Gambini - è quello di una vera e propria bomba sociale. Il settore immobiliare è un settore economico del nostro paese attualmente già tartassato, sottoposto ad una pressione gravissima. Rivedere le rendite catastali vorrebbe dire aumentare considerevolmente il valore presunto dell’immobile e quindi l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di successione e l'Imu. l'aumento riguarderebbe, tra l'altro, tutte le tasse per le compravendite mettendo ancora più in difficoltà un settore già in crisi. Ma non solo. L'aumento del valore della casa si rifletterebbe sull'Isee, rischiando di far perdere le agevolazioni fiscali sulle mense scolastiche, sulle rette degli asili nido, sulle tasse universitarie, sul bonus affitti, sul bonus bollette non a fantomatici 'paperoni evasori' ma alle persone comuni. Adesso è il momento di alleggerire la pressione fiscale anche e soprattutto nel settore immobiliare, il Governo non può andare a penalizzare e a gravare le famiglie, la casa è un bene primario e tantissimi sono i sacrifici che gli italiani fanno per riuscire a mantenere i bene che possono aver ereditato dai propri genitori o aver acquistato con un mutuo".

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