Venerdì, 25 Giugno 2021
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Orentano: torna la 'Sagra del bignè'

L'appuntamento, giunto alla 48esima edizione, si celebrerà dal 12 al 21 agosto, con la sfilata del 'dolcione' prevista per l'ultimo giorno

La Cattedrale di Cordoba fatta con 100mila bignè dell'edizione 2014

Sarà il Duomo di Spoleto il protagonista della 48esima 'Sagra del bigné' a Orentano. Il cosiddetto 'dolcione' sarà come di consueto realizzato dai pasticceri orentanesi come un vero e proprio monumento in scala in zucchero, burro, uova e farina. Quest'anno la sfilata è in programma domenica 21 agosto. L'evento è stato presentato questa mattina 2 agosto a palazzo Panciatichi a Firenze, con il presidente del Consiglio Eugenio Giani sono intervenuti il sindaco di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti, il consigliere regionale Andrea Pieroni e il presidente del comitato Carnevale di Orentano Uliviero Ponziani.

La manifestazione è organizzata dal comitato Carnevale e si tiene in agosto, nel mese della festa patronale di San Lorenzo. Si comincia il 12 del mese, fino al gran finale il 21. "Vorrò andare di persona a vivere questa occasione nel segno della tradizione locale - dice il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani – in cui si intrecciano la cultura lucchese, con la sua grande capacità creativa, e il comprensorio del cuoio. Orentano ha una capacità di produzione che porta questo piccolo centro ad essere protagonista della cucina in Toscana".

"Quello di Orentano è un evento che si inserisce tra quelli storici - dice il consigliere regionale Andrea Pieroni - e risale al movimento migratorio che ha portato molti, da Orentano, ad insediarsi per la maggior parte a Roma, ottenendo successi professionali proprio nel settore dolciario e della pasticceria, e restituendo poi, con il ritorno in paese, la loro esperienza. Questo evento di valore artistico vuole richiamare e celebrare questo ricongiungimento". Una tradizione confermata dal sindaco Gabriele Toti: "Dal 1987 il momento clou della sagra è diventato la sfilata del 'dolcione'. Negli anni Ottanta, l’associazione pasticceri toscani a Roma toccava circa trecento pasticcerie, i cui titolari erano originari del nostro piccolo paese".

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