"Il Mercante di Venezia" in scena al Teatro Verdi

  • Dove
    Sala “Titta Ruffo” del Teatro Verdi
    Via Palestro, 40
  • Quando
    Dal 14/05/2014 al 18/05/2014
    (mercoledì 14 maggio) fino a domenica 18 maggio, nella Sala “Titta Ruffo” del Teatro Verdi, con quattro matinée scuole (mercoledì, giovedì e sabato alle ore 11, venerdì alle ore 11.30), nonché una pomeridiana (giovedì alle 16.30) e tre serali (mercoledì, sabato e domenica ore 21) per tutti
  • Prezzo
    I biglietti (12 euro, ridotto studenti 7,00 euro) sono in vendita al Botteghino del Teatro Verdi, per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941 111 e www.teatrodipisa.pi.it
  • Altre Informazioni

Come tutti i capolavori di Shakespeare, Il Mercante di Venezia è paradigmatico di quanto, pur a distanza di molti secoli, il suo autore non smetta di parlare all’oggi, ponendo problematiche che non cessano di essere di sconvolgente attualità. Lo scontro etico, sociale e culturale su cui s’impernia l’opera, sono tutti temi che il Laboratorio Fare Teatro ha rivolto agli adolescenti partecipanti, guidati da Luca Biagiotti e Cristina Lazzari. Insieme hanno lavorato approfonditamente e i risultati vengono ora proposti al pubblico con quattro matinée scuole, una pomeridiana e tre serali per tutti, in scena al Teatro Verdi.

Gli interpreti, che si alternano nei vari ruoli, sono (in ordine alfabetico Giulia Arena, Antonio Armenante, Benedetta Artigiani, Margherita Bartolozzi, Edoardo Biancalana, Juan Diego Bianchi, Ludovica Brocchi, Sara Carmignani, Flavia Comi, Maria Elena Consorti, Isabella Covelli, Luca Di Natale, Giulia Di Sacco, Elisabetta Favilli, Sara Loprieno,Francesca Maci, Francesca Matteucci, Leonardo Nenna, Eloisa Parton, Virginia Perutelli, Dorotea Pezzano, Massimo Risi, Chiara Saviozzi, Mattia Sedda, Giacomo Sommani, Nico Tedeschi, Maria Giulia Toscano, Alessio Venturini, Silvia Zinno; alla chitarra Gabriele Bianciardi e Eugenio Saccon.  Hanno collaborato alla regia Annalisa Cima, ai costumiMarta Bettini e  Francesco Chiofalo; luci  di Michele Della Mea.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di roberto
    roberto

    A proposito di Shakespeare, ottima è l'iniziativa di rappresentare testi tratti dalle sue opere. Altrettanto lodevole festeggiare il grande drammaturgo a quattro secoli e mezzo dalla sua nascita. Ma per favore, smettiamola di credere che l'autore delle opere immortali sia l'attore semianalfabeta di Stratford. Chi studia seriamente Shakespeare senza essere influenzato dagli intellettuali inglesi (il Bardo è un affare di milioni di sterline annue) ha capito che una frode non può diventare verità soltanto perché va avanti da 450 anni. Vito Costantini col suo libro 'Shakespeare è italiano' ha dimostrato in modo semplice e inequivocabile che i veri autori dei drammi sono due italiani, Michelangelo e John Florio, padre e figlio, perseguitati dall'inquisizione e quindi nascosti nell'anonimato. Tra le moltissime prove fornite c'è quella riguardante lo stesso nome 'Shakespeare' (un nome d'arte), inizialmente scritto Shake-Speares' col trattino e la 's' del plurale inglese che indica appunto due persone. Per non parlare della famosa citazione di Robert Green del 1593: 'cuore di tigre nascosto nella pelle di un attore' cioè il vero autore, John Florio, nascosto dietro l'attore; infatti, nella stessa citazione, subito dopo compare il nome Johannes (John ). Lo scambio di paternità dei drammi fu opera di Ben Jonson per dare all'Inghilterra un grande autore che ovviamente non poteva essere italiano. Il vero nome dell'attore di Stratford non lo sappiamo e certamente furono falsificati i registri parrocchiali della cittadina inglese (all'epoca nessun controllo) creando sul nome d'arte una falsa genealogia. Credo che il ristabilimento della verità dovrebbe partire con iniziative dei giovani ragazzi italiani visto che gli adulti hanno fallito.

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