Nasce a San Rossore la 'Dichiarazione di Pisa': dai Parchi più attenzione alle comunità locali

Il documento, che sintetizza la visione per il futuro delle aree protette, è stato redatto nel corso dello workshop che si è svolto alla Tenuta di San Rossore, a cui hanno partecipato più di cento delegati appartenenti a 26 paesi europei

Maggiore attenzione allle comunità locali e approcci innovativi in grado di rafforzare la collaborazione con enti pubblici e privati. Sono queste alcune delle indicazioni contenute nella 'Dichiarazione di Pisa' un documento pubblicato recentemente dal Consiglio d'Europa in cui sono sintetizzati i lavori del workshop che si è svolto recentemente nella Tenuta di San Rossore, a cui hanno partecipato oltre un centinaio di delegati provenienti da 26 paesi europei.

I temi all’ordine del giorno del seminario, citati espressamente anche dal documento, erano incentrati sulla necessità di reagire con risposte innovative e specifiche ai cambiamenti ambientali, sociali e tecnologici in atto e alle sfide del ventunesimo secolo.

"Si tratta di un documento programmatico proveniente 'dal basso' - spiegano dal Parco - alla cui stesura hanno partecipato gli stessi amministratori dei parchi e delle riserve naturali che hanno partecipato al workshop.  La 'Dichiarazione di Pisa'  sintetizza la visione per il futuro delle aree protette insignite del Diploma europeo e individua, in particolare, alcune specifiche esigenze e raccomandazioni per garantire un miglioramento della loro gestione".

Si parte dal ruolo della comunicazione, con un appello affinché siano sviluppate strategie di comunicazione che puntino sulle nuove tecnologie e siano in grado di influenzare positivamente il tessuto politico e i media locali, e dal rafforzamento della cooperazione con il settore privato e la promozione della green economy, che vengono individuati come esempi di strumenti operativi per la gestione partecipata delle aree protette.

"Al centro della 'Dichiarazione di Pisa' - prosegue il Parco - anche alcuni dei rischi provenienti dalle minacce più concrete del XXI secolo, tra cui il cambiamento climatico e le specie esotiche invasive. Da questo punto di vista il documento auspica la formazione di una vera e propria rete europea di ecosistemi funzionalmente collegati e per la prima volta viene raccomandata una revisione del concetto di 'naturalità', che tenga conto delle interdipendenze delle aree protette con l’ambiente circostante".

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Nei prossimi mesi la dichiarazione sarà presentata agli organi ufficiali del Consiglio d’Europa per il recepimento di alcune o tutte le raccomandazioni.

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