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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Da rifiuti a prodotti per l'agricoltura: dai Navicelli una nuova vita per i sedimenti di dragaggio

Un innovativo progetto nato in collaborazione con il Cnr per riutilizzare i sedimi del canale dopo il loro trattamento

E' in partenza, grazie ad un accordo tra Navicelli spa e il Cnr Iret di Pisa, un ambizioso progetto che strizza l'occhio all'ambiente. Si tratta dell'applicazione su scala industriale di un innovativo protocollo volto al riutilizzo dei sedimenti di dragaggio, attualmente classificati come rifiuti, nei settori florovivaistico ed agricolo in seguito al loro recupero con tecnologie fisiche e biologiche. In sostanza, sui sedimi dragati nell’area del canale vengono effettuate analisi attraverso puntuali campionamenti per determinarne le caratteristiche chimiche e classificarli normativamente. Laddove i sedimenti non presentino serie tematiche ambientali, questi sono reinseriti, attraverso delle ‘tasche’ (veri e propri buchi nel terreno nelle pertinenze degli stessi canali), direttamente nelle adiacenze del corso d’acqua. Qualora invece i sedimenti presentassero tracce di idrocarburi ("parliamo sempre di quantità ben al di sotto dei limiti di legge consentiti" sottolineano dai Navicelli), tali contaminazioni verrebbero mitigate attraverso l’utilizzo di tecnologie biologiche di decontaminazione. I sedimenti dragati dal Canale dei Navicelli e caratterizzati chimicamente saranno successivamente trasferiti presso gli impianti della Soc. Area srl e lì saranno applicati i protocolli sviluppati dall’istituto di ricerca pisano nel corso di due importanti progetti di carattere europeo: il progetto LIFE Agrised ed il progetto LIFE Subsed.

“Il primo - spiega la dottoressa Grazia Masciandaro, responsabile dei progetti per il Cnr - nasce dalla volontà di offrire una soluzione replicabile ed economicamente sostenibile per l’impiego dei sedimenti dragati dopo compostaggio con scarti verdi per la produzione di un substrato utilizzabile in vivaismo, mentre il progetto LIFE Subsed ha visto lo sviluppo di protocolli per l’applicazione di biotecnologie come il landfarming volte al miglioramento chimico, fisico e biologico della matrice dragata”.
“La quantità di idrocarburi rilevata - spiega l’amministratore di Navicelli di Pisa, Salvatore Pisano - è di norma di modestissima quantità. Abbiamo però avviato questo importante progetto con il Cnr per due motivi. Da una parte perché vogliamo dotarci di valide alternative al conferimento in discarica di questi cosiddetti ‘fanghi’, avendo tale conferimento costi altissimi, dall’altra perché in questo modo riusciamo a realizzare una sorta di ‘economia circolare’. Questi sedimenti infatti, una volta sottoposti ai trattamenti biologici, sostanzialmente diventano terra che può essere riutilizzata sia in ambito industriale che per aree a verde”.

“Obiettivi principali di tale sperimentazione saranno rappresentati dalla declassificazione dei materiali dragati da rifiuti e dalla successiva dimostrazione di come essi siano compatibili con le esigenze richieste dai substrati utilizzati per la crescita vegetale fuori suolo - continua la dott.ssa Masciandaro - tali soluzioni rappresentano un passaggio fondamentale per lo sviluppo di pratiche gestionali che permettano il riutilizzo dei sedimenti provenienti dal dragaggio di ambienti acquatici in contesti che ad oggi la normativa italiana non ha ancora valutato e costituiscano un’alternativa sostenibile ed economica al loro smaltimento”.
Il progetto sarà avviato in larga scala, con il trattamento di circa un centinaio di metri cubi di sedimenti del canale dei Navicelli. “E’ un progetto di stampo ambientale - spiega ancora Pisano - e soprattutto guarda al futuro. Nella possibilità di un rimodellamento dell’alveo infatti, finalizzato a predisporlo al meglio con l'evoluzione degli scafi, avremmo grandi quantitativi di sedime di dragaggio da ricollocare, e non sarebbe possibile portarlo tutto in discarica. In questo modo potremmo riqualificarlo direttamente nelle pertinenze del canale garantendo di avere un prodotto davvero di stampo circolare”. 

Navicelli e Cnr potrebbero avviare a breve una sorta di secondo step del progetto, che preveda che la terra recuperata con trattamenti biologici possa essere utilizzata anche per giardini e aree di coltivazione. “Navicelli - conclude Pisano - si conferma una realtà attenta all’ambiente, e alla qualità dell’acqua. Ma anche una società che guarda al futuro e che collabora attivamente con il mondo della ricerca. Per questo ci tengo ad un ringraziamento al Cnr di Pisa e in particolare la dottoressa Grazia Masciandaro, che ci ha fortemente voluto tra i principali partner del progetto e ci permette di essere all’avanguardia anche in tema di rispetto dell’ambiente”.

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