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Report di Legambiente sui rifiuti in spiaggia: nel dossier Marina di Vecchiano

Sono 54 le spiagge monitorate dall'associazione ambientalista (29 in Italia e 25 all'estero). Nei litorali italiani i rifuti di plastica sono quelli più comuni e costituiscono l'80% del totale. A Marina di Vecchiano la percentuale è dell'85%

Si avvicina la stagione balneare e anche le spiagge dovrebbero 'rifarsi il look', per presentarsi al meglio agli occhi dei bagnanti e dei turisti che ogni anno, durante l'estate, si riversano in massa sulle coste del nostro Paese. Eppure le nostre spiagge sono invase da rifiuti di ogni genere ma, soprattutto, dalla plastica. E' quanto emerge dal rapporto 'Beach litter', realizzato da Legambiente nell’ambito della campagna 'Spiagge e Fondali puliti - Clean-up the Med 2015'. Nel rapporto sono state monitorate 29 spiagge italiane e 25 spiagge nel resto del Mediterraneo, con l’obiettivo di indagare quantità e tipologia di rifiuti presenti sui litorali. Tra le 29 spiagge italiane prese in considerazione dal report c'è anche quella di Marina di Vecchiano.

CRITERI DELL'INDAGINE. I campionamenti delle spiagge che compongono l’indagine sono stati eseguiti dai volontari di Legambiente, su tutto il territorio costiero italiano, nei mesi di aprile e maggio 2015. L’indagine è stata portata avanti anche in 25 spiagge del Mediterraneo, grazie alle organizzazioni che hanno partecipato alla campagna di Clean up the Med. Ogni singolo campionamento ha tenuto conto del protocollo di monitoraggio ufficiale messo a punto dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ispra. Le aree di indagine sono state scelte in modo da effettuare il campionamento su spiagge libere. I principali indicatori presi in considerazione sono la composizione del rifiuto, e la quantità e grandezza dello stesso (maggiore o minore di 25 cm). Il campionamento è avvenuto percorrendo la spiaggia in modo sistematico e annotando sulla scheda tutti gli oggetti rinvenuti sulla superfice del sedimento (senza scavare).

LE SPIAGGE ITALIANE CAMPIONATE. Le 29 spiagge italiane monitorate sono situate nei comuni di Pisa, Ortona, Pisticci (Mt), Policoro (Mt), Pozzuoli (Na), Pontecagnano (Sa), Eboli (Sa), Trieste, Anzio (Rm), Fiumicino (Rm), Genova, San Benedetto del Tronto (Ap), Fermo, Porto Sant’Elpidio (Ap), Ancona, Polignano a Mare (Ba), Brindisi, Ginosa (Ta), Trappeto (Pa), Pachino (Sr), Noto (Sr), Portopalo di Capopassero (Sr), Ragusa, Vittoria (Rg), Orbetello (Gr), Eraclea (Ve).

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33514I RISULTATI ITALIANI. E' stata monitorata complessivamente un’area di 136.330 mq, pari a quasi 20 campi da calcio. Sono stati rinvenuti 22.114 rifiuti spiaggiati, di cui il 77% di una dimensione inferiore ai 25 cm. Sul totale dell’area indagata sono stati trovati 17 rifiuti ogni 100 mq, 5 rifiuti in più ogni 100 mq rispetto all’indagine 2014. Il materiale più trovato è indubbiamente la plastica, a quota 80% contro il 65% dell’indagine del 2014. Parliamo prevalentemente di bottiglie, shopper, tappi, polistirolo, stoviglie usa e getta: un totale di 17.560 oggetti costituiti interamente o in parte da plastica.

I RIFIUTI PIU' COMUNI. Se escludiamo i frammenti e resti di plastica e di polistirolo fino ai 50 cm (i rifiuti più trovati con il 23,5%), al primo posto della classifica di rifiuti 'integri' troviamo le bottiglie di plastica per bevande (10,3%), seguite da tappi e coperchi (sia di plastica che di metallo) al 6,9%. Nasse, reti, strumenti da pesca e cassette per il pesce sono al terzo posto della classifica con 6,5% con un totale di quasi 1500 oggetti. Immancabili i mozziconi di sigaretta al quarto posto con il 5,4%, residuo di circa 60 pacchetti di sigarette. A seguire i rifiuti da mancata depurazione che giungono sulle spiagge attraverso i corsi d’acqua. Stoviglie usa e getta, materiali da costruzione, bottiglie di detergenti e cosmetici, quelle di vetro e sacchetti di patatine e stecchi di leccalecca e gelati chiudono la classifica.

MARINA DI VECCHIANO. Anche per quanto riguarda la spiaggia alla foce del Serchio il rifiuto largamente più comune è la plastica con una percentuale dell'85%. Complessivamente è stata monitorata un'area di 4mila metri quadri sulla quale sono stati rinvenuti un totale di 3288 rifiuti di cui il 90% di dimensioni inferiori ai 55 cm. Per quanto riguarda la tipologia di rifiuto più comune abbiamo i frammenti di  plastica e polistirolo (59%), seguito da tappi e coperchi (10%), mozziconi di sigarette (5%) e rifiuti da pesca (4%).

LE ALTRE SPIAGGE DEL MEDITERRANEO. Rispetto al dato italiano, il quadro delle spiagge monitorate lungo il Mediterraneo fanno registrare una percentuale totale di plastica minore: il 52,1% contro l’80% dell’Italia. Ma nei primi cinque posti in classifica dei rifiuti più frequenti si trovano gli stessi oggetti: bottiglie di plastica, tappi e coperchi, mozziconi di sigarette e rifiuti da pesca. L’unica eccezione è costituita dalla presenza, al terzo posto, con il 7,3%, degli shopper in plastica. Un fenomeno quest’ultimo, poco osservato in Italia, forse per via della messa al bando dei tradizionali sacchetti di plastica, un divieto che non vige negli altri Paesi.

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