Marina di Pisa: "Il paese di sabbia e di ragia"

Sfondo e ispirazione di alcune poesie del vate D'Annunzio, il paese adagiato sulla foce dell'Arno ha una storia ultrasecolare che inizia con l'arrivo dei Savoia

2. La prima espansione di Marina di Pisa

Nel 1878 venne definitivamente completata la via dell'Argine (l'odierno viale D'Annunzio): lungo questa nuova arteria la cittadinanza pisana poteva così recarsi in carrozza al mare. Ma ancora prima di questa strada, Vittorio Emanuele II aveva messo a disposizione dei suoi sudditi - forse per farsi in parte perdonare dello sgarbo arrecato qualche anno prima - un piccolo battello a vapore: dal 1869 questa imbarcazione faceva la spola fra la città e la foce dell'Arno durante i mesi estivi.

Il vero mezzo di trasporto popolare però fu un altro ancora, e fece la sua comparsa nel 1892: era il cosiddetto 'trammino', conosciuto ancora oggi fra le generazioni nate fra gli anni '40 e '50. La linea ferroviaria, partita dal centro, grazie ad una locomotiva a vapore transitava lungo via dell'Argine per giungere in via Maiorca, e si affacciava poi sul mare passando per piazza delle Baleari e terminando la sua corsa in piazza Gorgona. Le corse giornaliere erano quattro, e duravano 45 minuti l'una.

Seguendo le indicazioni del piano regolatore del 1872, il nuovo insediamento iniziò a svilupparsi verso sud, seguendo il disegno geometrico pensato dall'ingegnere Francesco Bernieri.

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