'Fase 2', le regole per spostarsi in auto

Mascherine, postazioni, sanificazione: ecco tutto quello che c'è da sapere per muoversi in sicurezza in auto

Nella Fase 2 dell'emergenza sanitaria l'Istituto superiore della sanità ha stilato un piccolo vademecum per muoversi in tutta sicurezza al volante della propria auto o su una vettura condivisa. Partendo dai dispositivi di protezione individuale, l'utilizzo delle mascherine non è necessario se si viaggia da soli, ma lo diventa se si è insieme a persone che non convivono nella stessa abitazione.

Se si viaggia insieme ad altri, il consiglio inoltre è quello di tenere aperto il finestrino. Per quel che riguarda la distanza da tenere all'interno dell’abitacolo, se si viaggia con persone che non convivono nella stessa abitazione, bisogna viaggiare mantenendo la distanza di sicurezza: massimo in due e il passeggero deve sedersi sul sedile posteriore. Dopo aver guidato o essere stati dentro un autoveicolo occorre lavarsi sempre le mani e non toccarsi occhi, naso e bocca.

Gli esperti dell’Iss consigliano di pulire le superfici interne dell'auto con un panno in microfibra e preparati a base di alcol. L'utilizzo di candeggina e amuchina non è consigliato perché l’ipoclorito di sodio presente nei due prodotti potrebbe avere un’azione aggressiva  su pelle e plastica. Usare l'aspirapolvere sulla tappezzeria, oppure se si sceglie di lavarla, farlo con gli appositi prodotti detergenti, prestando particolare attenzione ai tappetini dell'auto che, se usurati, possono essere sostituiti.

Per chi utilizza un’auto car sharing, se si ha a disposizione un panno a microfibra e un preparato a base di alcol, gli esperti suggeriscono di pulire tutte le superfici che possono essere state toccate da altre persone: volante, leva del cambio, freno a mano, bocchette dell'aria, cinture di sicurezza, indicatori di direzione, interruttori per tergicristalli e luci, specchietto retrovisore interno, leva per regolare lo specchietto retrovisore esterno, chiavi, maniglie. Operazioni per le quali si possono utilizzare i guanti, avendo però cura di non toccarsi gli occhi, il naso e la bocca, di sfilarli al rovescio e di smaltirli nell'indifferenziata evitando di abbandonarli in giro.

Infine, l’uso dell’aria condizionata. Gli esperti consigliano di controllare periodicamente i filtri degli impianti di condizionamento e per una pulizia in profondità, togliere anche il filtro dell'aria, sanificare le bocchette e i tubi che mettono in circolo l’aria stessa. E' possibile inoltre montare le gomme estive fino al 15 giugno, grazie alla proroga concessa a gommisti e automobilisti dal ministero dei Trasporti, per il cambio stagionale degli pneumatici. Una decisione presa anche in considerazione del distanziamento sociale. Gli pneumatici estivi potranno dunque essere montati al posto di quelli invernali con una data posticipata. Per legge, infatti, il periodo interessato dall’obbligo di gomme invernali è tra il 15 novembre e il 15 aprile.

Non tutti gli automobilisti, però, dovranno effettuare il cambio. Due le eccezioni: i veicoli che montano pneumatici quattro stagioni e quei copertoni che hanno un indice di velocità uguale o superiore a quello indicato dalla carta di circolazione (possono circolare tutto l'anno). Chi invece ha l’obbligo del cambio e non dovesse rispettarlo rischia sanzioni da 422 euro a un massimo di 1.695 euro.

Un nuovo approccio per il futuro

Multidisciplinarietà e multimodalità. Sono queste le parole chiave per ridisegnare la mobilità nel post lockdown per gli ingegneri del traffico e dei trasporti. Secondo l'Aiit, Associazione Italiana Ingegneria del Traffico e dei Trasporti, l'emergenza Covid 19 "cambierà completamente e definitivamente la mobilità nelle sue componenti di trasporto pubblico e privato. Si determinerà da subito una riduzione significativa dell'offerta di servizi pubblici destinati al trasporto collettivo, soprattutto a livello locale e regionale. E, nonostante l'utilizzo di tecnologie (in grado di consentire il lavoro da remoto, la sospensione dell'attività scolastica, la contrazione della domanda dispostamenti conseguente al maggior distanziamento nelle attività sociali), la residua domanda di mobilità risulterà di maggiore entità rispetto alla ridotta offerta".

Con il risultato di una potenziale deviazione verso un maggiore uso dei mezzi privati. Da qui, secondo l’Ait, la necessità di ripensare la mobilità del futuro con un nuovo approccio che punti a 4 obiettivi fondamentali. Innanzitutto, ad organizzare tempi e spazi delle città puntando sul ruolo dei mobility manager aziendali e d'area attraverso analisi qualitativa e quantitativa della domanda di mobilità nel breve e nel lungo periodo; poi alla verifica della sostenibilità dell’assetto della mobilità in tutte le sue componenti. E ancora, all'approfondimento degli aspetti di sostenibilità finanziaria ed economica per i servizi di trasporto collettivo di persone. Infine all’implementazione di nuove tecnologie in grado di integrare i diversi servizi di trasporto.

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