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Consiglio comunale, no a discussione della mozione sull'antifascismo: le minoranze abbandonano la seduta

E' avvenuto durante la riunione dell'assemblea cittadina di martedì: "La memoria non è nulla se non viene coltivata con atti concreti"

Acque agitate durante il Consiglio comunale di ieri, martedì 2 febbraio. I consiglieri di minoranza del Pd e i consiglieri Francesco Auletta (Diritti in Comune) e Antonio Veronese (Patto Civico)  - quelli del M5S erano assenti - hanno abbandonato la seduta, trasmessa in diretta streaming, in polemica con i colleghi della maggioranza per non aver votato l’urgenza di una mozione sull'antifascismo dal titolo 'Pisa città dei valori e della resistenza antifascista e dei principi della costituzione repubblicana'.
"Abbiamo abbandonato l'aula perchè quello che è successo oggi nel massimo consesso cittadino è un affronto verso la città intera e i principi che la hanno sempre contraddistinta e che ci permettono proprio a tutti noi di sedere lì dentro" affermano i capigruppo di minoranza Matteo Trapani (PD), Ciccio Auletta (Diritti in comune), Gabriele Amore (M5S) e Antonio Veronese (Patto civico) dopo il voto in aula da parte della maggioranza (esclusa Forza Italia) contro la richiesta delle minoranze di discutere la mozione.


"Il voto contrario - affermano i capigruppo - è un atto ostile verso la città e verso quello che solo poche ore prima era successo con il conferimento della laurea honoris causa a Liliana Segre da parte dell'Università di Pisa. Proprio in questo Consiglio comunale, aperto dal presidente con un cenno all'importante riconoscimento dell'Università alla senatrice, e seguito da una comunicazione di Trapani sull'importanza della firma e della diffusione della proposta di legge di iniziativa popolare lanciata dal sindaco di Stazzema, si è arrivati a un voto senza precedenti. Nella mozione urgente si ribadiva 'l'importanza di promuovere iniziative culturali in collaborazione con le scuole e nei luoghi di aggregazione affinche sia mantenuta una memoria storica della resistenza e dei valori che la hanno animata, alla necessità della promozione di iniziative per portare all'attenzione il problema dei nuovi fascismi e dell'intolleranza razziale, alla sensibilizzazione della popolazione sul significato dell'iscrizione all'anagrafe antifascista e la conoscenza dei fatti di Stazzema, all'impegno per promuovere la firma della proposta di legge'. La maggioranza - proseguono i consiglieri comunali di Pd, M5S, Patto civico e Diritti in comune - ha votato ben due volte contro; la prima volta senza intervenire, la seconda volta alludendo al fatto che ci sarebbero altre forze fuori dal Consiglio da includere nella discussione e che serviva tempo". La domanda è: serve tempo per dire se siamo d'accordo che quello che è successo durante il fascismo, i morti e le violenze, l'annullamento della dignità e delle libertà che ben sono state ricordate nella giornata della memoria, è una vergogna da non far più ripetere? - si domandano le minoranze - il fatto grave è anche il voto contrario del presidente del Consiglio in assenza del sindaco che invece la mattina aveva elogiato davanti al rettore e alla Segre proprio l'azione del Comune e del Consiglio per la memoria. Il problema però sta proprio lì: la memoria non è nulla se non viene coltivata con atti concreti a partire proprio dalle istituzioni che non possono voltarsi dall'altra parte o spendere parole 'buone' solo durante le celebrazioni".

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