'Acquista oggi, utilizza domani' a Calci: "Proposta inadeguata e senza concretezza"

La lista Uniti per Calci contro l'iniziativa proposta dall'amministrazione comunale per sostenere le attività produttive del paese

"Una proposta inadeguata e senza concretezza". E' la posizione di Uniti per Calci all'iniziativa 'Acquista oggi, utilizza domani' promossa dal Comune per tentare di dare un po' di ossigeno alle attività commerciali presenti sul territorio municipale.  "L'assessore Tordella - scrive in una nota Serena Sbrana, capogruppo di Uniti per Calci - ha presentato un'iniziativa, nata su impulso del consigliere Bernardini, che servirebbe, a suo dire, a rilanciare e sostenere le attività produttive del paese, convinto che possa aver riscontro non solo sul territorio calcesano, ma anche più in alto. Addirittura si parla di presentarla all’assessore regionale al commercio. Si tratterebbe di acquistare un servizio ora, per esempio una cena o una messa in piega presso una delle attività di Calci oggi chiuse al pubblico, e usufruirne quando riapriranno. Se poi il titolare dell’attività commerciale non potrà fornire il servizio, interverrà il fondo di garanzia di tremila euro, messo a disposizione dal Comune".

"La notizia ci ha lasciato molto perplessi - prosegue - soprattutto perché priva di qualsiasi indicazione su quali fossero le attività che avevano aderito e sulle modalità concrete dell’iniziativa. Abbiamo quindi chiesto più informazioni, ma non abbiamo ricevuto risposte. L’assessore Tordella ha solo precisato, infatti, che l’iniziativa può essere organizzata unicamente da privati, e che il Comune si è reso disponibile a promuoverla e a mettere a disposizione il fondo di garanzia. Ha aggiunto che la proposta è stata rivolta al Centro Commerciale Naturale e alle associazioni di categoria, e l’unica che ha risposto ha dichiarato il proprio sostegno nella promozione, senza però impegnarsi nell'organizzazione".

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"Quindi - conclude la Sbrana - il comune di Calci ha pensato di aiutare le attività del paese con un'iniziativa che oggi, a due mesi dall’inizio dell’emergenza, non solo non è neanche definita, ma deve addirittura essere organizzata da altri, cioè dai privati. E ai cittadini, già in ristrettezze economiche, si chiede di spendere dei soldi oggi, per servizi di cui, forse, usufruiranno in futuro, senza sapere se e quando. Sarebbe stato molto più semplice destinare quelle somme ai commercianti, ripartendole tra loro".

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