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Altro che mercato coperto la Stazione Leopolda diventi realmente la casa delle associazioni

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

L’idea del Sindaco Conti di trasformare la Stazione Leopolda in un mercato coperto riporterebbe Pisa indietro di trent’anni ed è un’idea semplicemente demenziale, ma d'altronde questo non stupisce. La Leopolda era stata pensata come luogo aperto alla città, la Casa delle associazioni e questo deve finalmente diventare.

Oggi, invece, la destra prova a privatizzare definitivamente un bene comune. Questa è la conseguenza ultima delle politiche condotte nell’ultimo decennio dal Partito democratico e dal centrosinistra sugli spazi sociali, con la piena assunzione delle logiche di mercato e una gestione radicalmente sbagliata di uno spazio così importante.

Secondo le finalità originarie con cui era stata restituita alla città la Stazione Leopolda quale "casa delle associazioni", quello spazio doveva essere a disposizione, appunto, delle associazioni. Uno spazio dove organizzare attività di tutti i tipi per tutti quei soggetti, associazioni, collettivi, gruppi più o meno formali, che arricchiscono la vita culturale della nostra Pisa. La città di Pisa infatti è ricchissima di esperienze simili e di numerose realtà associative che non hanno luoghi e spazi adeguati in cui operare, svolgere le proprie attività, comunicarle all’esterno.

Negli anni però quello spazio è diventato sempre meno la "casa delle associazioni" e sempre di più la "vetrina delle aziende", rappresentando in maniera chiara un modello di rapporto sbagliato e dannoso tra potere politico e città. L'ultimo bando fatto dalla amministrazione Filippeschi per l’assegnazione dell’immobile ha rappresentato il punto più basso di questo modello e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.

L’idea di mercificazione degli spazi apre oggi la strada ad una proposta della destra che va bloccata in ogni modo e subito, non certo per difendere o mantenere lo status quo ma per dare finalmente vita un modello autogestito e cooperativo, e per garantire che la Stazione Leopolda possa essere realmente un luogo liberamente attraversato e reso vivo dalle moltissime associazioni solidali, dai collettivi e da tutto quel tessuto cittadino fatto di soggetti, formali e non, che vuole partecipare alla vita culturale della città.

Solo così la Stazione Leopolda può divenire un centro fondamentale di espressione e di partecipazione alla vita cittadina e al volontariato locale.

Perchè la Leopolda possa essere finalmente lo spazio che Pisa che merita.

Diritti in comune: Una città in comune – Rifondazione Comunista – Pisa Possibile

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