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"Ira funesta" degli Amici di Pisa, durissima critica alla classe politica: "Non si vergogna?"

L'associazione 'Amici di Pisa' interviene nel dibattito politico schierandosi contro chi governa, colpevole di aver perso il polso della città: "Pisa è alla deriva, in rotta, da anni. E' vittima delle altre città, senza progettazione per il futuro"

"Pisa va spennata e tutti obbediscono. Si chiude nel silenzio anche la Banca d'Italia, dopo la perdita dell'aeroporto, ed a rischio anche l'Inps. Ma l'importante è salvare la licenza politica, vero?". E' con questa "ira funesta" che gli 'Amici di Pisa' irrompono nel dibattito politico dopo la recente crisi della maggioranza, scaturita dalla fusione di Sat e Adf per il polo aeroportuale unito. L'atto di accusa mette in relazione la gestione politica del territorio pisano con le vicine Firenze, Pontedera e Livorno, al cui confronto la politica pisana sarebbe "corrosa dall’assenza di un reale governo del territorio" e caratterizzata dalla "totale assenza di una progettazione futura credibile e seria".

Al centro della critica sia la "mancanza di marketing turistico di qualità", sia la capacità di mantenere e sviluppare i propri punti di forza: "Musei dei lungarni che staccano neanche 100 biglietti al giorno, chiese storiche in bricioli, manto stradale distrutto, abusivismo commerciale e predoni vari, Cantiere delle Antiche Navi Pisane non pervenuto, ogni sviluppo edilizio azzerato". Immancabile quindi il riferimento al Galilei, con addirittura un esplicito appello: "Pisani, quando andrete a votare ricordatevi di coloro che per '30 denari' hanno ceduto il Galilei ai fiorentini (la sede della nuova Toscana Aeroporti sarà a Firenze e il presidente sarà un fiorentino, amico intimo del presidente Renzi-fiorentino), approvando il piano di fusione basandosi soltanto su promesse e nessuna certezza legislativa".

"Ma la politica pisana non si vergogna neanche un po'? Perché non fa il suo lavoro come lo fanno Pontedera, Livorno e Firenze, per di più alle spalle di Pisa? Pisani sveglia: questi ci vendono anche l’acqua d’Arno per acqua oligominerale naturale!". Il confronto che gli 'Amici di Pisa' fanno si riferisce alla nuova sede dell'Inps inaugurata a Pontedera, che "ambirebbe a diventare sede complessa, quando c’è già Pisa che svolge ampiamente questo ruolo. Facile immaginare che da questo presunto accorpamento ci rimetta proprio Pisa. A Livorno invece, dopo il quasi via libera al nuovo superporto le cui conseguenze su Pisa saranno certamente negative sui fondali e sugli arenili, festeggiano anche l’elevazione della filiale della locale Banca d’Italia che accorperebbe Pisa, la cui sede verrebbe chiusa, dopo quello già fatto con Palazzo Franceschi in San Martino, meraviglioso edificio sul lung’Arno".

La nota, che come si legge ha spesso i tratti di uno sfogo, sostiene con forza che "da anni Pisa è alla deriva, in rotta: lo dicono i fatti, lo si vede passeggiando per la città, guidando l’auto o pedalando in bicicletta, si vede parlando con gli operatori economici. Perché gli 'Amici di Pisa' da sempre fanno anche questo: tastare il polso alla città. La politica non lo fa più da anni. Anzi, la politica pisana 'sempre più raspante' si occupa dell’ampiezza del proprio ombelico invece di costruire una Pisa più grande, forte e vivace, ecco che ci pensano gli altri a farlo. Ma ai danni di Pisa stessa".

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