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Ipotesi Centro di permanenza e rimpatrio a Coltano: coro di 'no'

Contrari alla possibilità i candidati sindaco Auletta e Martinelli e il sindacato di polizia Siulp

Si torna a parlare in questi giorni dell’apertura anche in Toscana dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr), cioè delle strutture pensate per trattenere gli immigrati irregolari in attesa di espulsione: tra le ipotesi avanzate torna nuovamente quella dell’ex area di Coltano, la stessa dove si vuole realizzare parte della nuova base militare.

Ciccio Auletta espone il proprio pensiero: "L’apertura di un Cpr rientra nello 'stato di emergenza' che il Governo italiano ha proclamato in queste ore per fronteggiare una 'invasione' di migranti che in realtà non c’è e non c’è  mai stata: quello a cui stiamo assistendo è un incremento del tutto fisiologico e prevedibile degli arrivi via mare, che andrebbe gestito con gli strumenti ordinari dell’accoglienza e della redistribuzione sul territorio. Invece di governare un fenomeno ormai strutturale e consolidato, il governo fa la voce grossa, inventa allarmi che non ci sono, e intanto stanzia fondi che potranno essere spesi in deroga alle procedure ordinarie di appalto (perché questo significa 'stato di emergenza')".

"Bisogna anzitutto ricordare che nei Cpr si violano sistematicamente i diritti umani più elementari delle persone trattenute - agigunge Auletta - Per di più, i Cpr sono strutture inutili. In teoria dovrebbero servire ad accertare l’identità e la nazionalità dei migranti da rimpatriare. Ma tutti sanno che queste procedure di identificazione si concludono sempre nel giro di qualche giorno: quando non si concludono, è perché manca la collaborazione delle autorità del Paese di origine, per cui l’identificazione è di fatto impossibile. In questi casi, prolungare il trattenimento fino a 18 mesi non ha alcuna utilità pratica: si tratta di semplice propaganda fatta sulla pelle delle persone. Infine, i cittadini devono sapere che i Cpr non servono per contrastare la criminalità. Nei centri finiscono infatti non gli immigrati che hanno commesso furti, rapine o aggressioni, ma coloro che semplicemente non hanno un permesso di soggiorno in tasca".

"Il dibattito e l'ipotesi di un eventuale Cpr in Toscana, e in particolare l'eventualità di Coltano, non possono trovarmi d'accordo. Non penso che questi siano strumenti umanamente accettabili, né efficaci per gestire le politiche migratorie. La mia storia, i miei valori, le persone che ho incontrato nel mio percorso umano mi impediscono di ritenere ammissibili luoghi di permanenza forzata come quelli". Lo dichiara Paolo Martinelli, che aggiunge: "Su questo tema, certa politica deve smetterla con il cinismo, la propaganda e le scorciatoie e avere invece il coraggio di cambiare le leggi in vigore, promosse dalla destra, che di fatto favoriscono l'immigrazione illegale e la clandestinità, e attivarsi per corridoi legali e reale condivisione europea dei flussi".

"La soluzione dei Cpr è la solita finta soluzione sbrigativa, che non risolve niente che incrementa esclusione aggravando i problemi e ferendo la dignità delle persone, peggiorando ulteriormente la loro condizione di un possibile riscatto. Sull'ipotesi Coltano aggiungo che suona davvero come un accanimento verso quel pezzo di città, diventato ormai l'idea automatica per qualunque soluzione non condivisa e calata dall'alto. Quindi, lo ribadisco, il mio è un no fermo e da sindaco mi opporrò con decisione a questa ipotesi e a questo modo sciagurato di trattare il fenomeno migratorio".

Anche Vito Giangreco, segretario provinciale del sindacato di Polizia Siulp, entra nel merito della questione: "L’immigrazione non può essere considerato
semplicemente un fenomeno emergenziale e i Cpr non sono la soluzione. Speriamo che tale contrarietà sia piena e assoluta alla realizzazione di un nuovo Cpr in tutta la Toscana. Per questo sosteniamo con grande forza, quella delle idee e della responsabilità, tutta la nostra contrarietà ai Cpr, unico caso in cui viene limitata la libertà per una irregolarità amministrativa, divenuti con il tempo sempre più luoghi di disagio e degrado con l’unico risultato di costi altissimi,
pochi rimpatri e un dispendio di risorse umane ed economiche che finirebbe per creare ulteriori aggravi lavorativi alle forze dell’ordine a scapito del controllo del territorio e senza alcun beneficio, che non contribuisce in alcun modo alla lotta all’immigrazione clandestina e al contrasto all’illegalità".

"Infine un appello all’assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno che recentemente, in risposta alla domanda di sicurezza che proviene dal territorio, a fianco del Siulp Pisa, ha dichiarato 'come assessore alla sicurezza della città reputo importante sensibilizzare gli organi competenti affinché si attivi la procedura dell’innalzamento di fascia della Questura che porterebbe un aumento di organico', affinché insista in tale opera quale vera soluzione a combattere i fenomeni delittuosi nell’auspicio che il suo apprezzato lavoro non sia una meteora e che non si spenga dopo le elezioni comunali".

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