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Bilancio preventivo 2017: le proposte di Noi Adesso Pis@

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Petrucci, Nerini (Noi Adesso Pisa) sul Bilancio Comunale 2017: “Serve uno shock positivo, chiediamo 5 milioni a sostegno delle famiglie e delle piccole imprese e 11 mila metri quadrati pubblici da utilizzare per progetti di co-working, come volano economico ed occupazionale”

“L’acutizzarsi della crisi internazionale che ha investito l’Italia ed anche i nostri territori locali si è abbattuta pesantemente sulle famiglie e sulle imprese, con conseguenze così pesanti che anche i costi delle bollette del gas/metano, dell’acqua, dello smaltimento dei rifiuti sono diventati un impegno grave ed a volte insormontabile. Per questo – dicono Diego Petrucci e Maurizio Nerini di Noi adesso Pisa - chiediamo di stanziare 2,5 milioni di euro per Istituire 2 Mila “bonus famiglia” di 1.250,00 € l’uno da destinare a 2.000 famiglie residenti nel comune di Pisa da almeno 5 anni e Mille “bonus lavoro” di 2.000,00 € l’uno da destinare a 1.000 imprese con sede nel comune di Pisa da poter portare a scomputo di servizi e “bollette” comunali e/o di aziende partecipate dal Comune di Pisa quali: Bolletta Gas-metano (Toscana Energia), Bolletta Acqua (Acque spa), Bolletta Rifiuti, Abbonamenti per il Trasporto Pubblico Locale (CTT nord) ed altri. Ed, altresì, ad stanziare 500.000,00 euro per Istituire 1.000 “bonus bebè” di 500 € l’uno da destinare alle famiglie con bambini nati a Pisa di età inferiore a tre anni da poter spendere nelle farmacie comunali in prodotti per l’infanzia.

Pensiamo che tale iniziativa possa essere un importante boccata d’ossigeno a sostegno del territorio, un impegno di spesa inferiore al 5 % della spesa corrente che il Comune può e deve permettersi.

Riteniamo poi di utilizzare meglio l’enorme patrimonio immobiliare di proprietà pubblica; secondo l’agenzia del demanio la P.A. è proprietaria di beni immobili pari a 425 miliardi di euro, di cui 227 miliardi di euro di proprietà dei Comuni, 29 miliardi di proprietà delle Provincie, 11 miliardi delle Regioni, 25 miliardi di euro in capo alle Asl; buona parte dei quali in disuso e abbandono che non solo non generano reddito, ma sono un costo, se non altro in termini di disagio sociale, ambientale, di devianza. Il territorio del Comune di Pisa è purtroppo un comprovato esempio di quanto sopra, si pensi ai 3.140 mq dell’Officine Garibaldi, ai 3.746 mq di Via Zamenhof, ai 1.100 mq della Mattonaia, ai 3.100 mq del Palazzo ex Telecom, strutture – tra l’altro assolutamente centrali – in alcuni casi del tutto abbandonate e lasciate al degrado. Secondo importanti studi (Orp Italia riportato da un recente focus del Sole 24 ore) il diverso uso dei beni pubblici abbandonati non solo è in grado di creare importanti risorse in termini economici a vantaggio delle P.A. ma in grado di creare 270 mila nuovi posti di lavoro. Noi vorremmo che i Comuni possano e debbano fare scelte a sostegno del lavoro, anche creando le condizioni affinchè chi ha idee e talenti, ma non ha il ‘fiato’ iniziale, possa avere la possibilità di ‘partire’;  che i Comuni possano e debbano assumere iniziative per sostenere le imprese del territorio, per favorire l’occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro.

Per questo abbiamo chiesto di destinare ad iniziative di co-working dette strutture o parte di esse promuovendo tramite il bando pubblico l’assegnazione di porzioni di tali strutture in comodato gratuito triennale o quinquennale a liberi professionisti, cooperative, piccole imprese, artigiani."

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