Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Ex caserma Curtatone, la mozione popolare sarà bocciata: "Progetto Caserme unico percorso"

Voto negativo annunciato in Consiglio Comunale per la rimozione della firma al Progetto Caserme da parte del Comune, contro la mozione popolare. Per il Pd il protocollo è "l'unico percorso realistico per riappropriarsi di quegli spazi"

Nel Consiglio Comunale di ieri è andata in discussione la mozione popolare promossa da oltre 60 soggetti firmatari che chiedeva la rimozione della firma del Comune dal Progetto Caserme, ormai arenato, e l'indicazione successiva della ex caserma Curtatone per scopi sociali. L'iniziativa non è stata discussa dall'assemblea, ma è già stato annunciato dal Pd il voto negativo. Dato l'interesse espresso dalla cittadinanza il gruppo consiliare del Pd vuole ribadire la motivazione della scelta: "Quel protocollo di fatto è l’unico percorso realistico che garantisce alla città una reale opportunità per riappropriarsi degli spazi non di una sola ma di tre caserme".

"L’interessamento di molti cittadini per restituire alla città la caserma Curtatone e Montanara, dopo anni di abbandono, è sicuramente positivo e denota un atteggiamento attivo che non può che far bene alla comunità – scrivono in una nota a nome della maggioranza le consigliere Patrizia Bongiovanni e Rita Mariotti – la richiesta va d'accordo con l'azione che il Comune di Pisa da anni porta avanti con il Ministero della Difesa, perché la città si riappropri anche della caserma Artale posta in via Roma e della Bechi Luserna posta sull’Aurelia. Tutti spazi che rientrano in una strategia di valorizzazione e rigenerazione urbana che vuole rimettere a disposizione dei cittadini ampi spazi verdi e piazze, ma anche migliorare la capacità di accoglienza turistica e abitativa di Pisa".

Nella ricostruzione delle difficoltà del Progetto Caserme il gruppo ricorda che "l'accordo ha subito dei gravi rallentamenti, non certo imputabili alla volontà del Comune di Pisa, che ha continuato nel corso degli anni a sollecitare il Ministero e a dialogare con gli altri enti interessati. Addirittura la caserma 'Curtatone e Montanara' è stata anche oggetto di una richiesta del Comune di trasferimento quale bene demaniale. Ma tale richiesta è stata rigettata dall’Agenzia del Demanio".

"Purtroppo la realtà amministrativa ha una sua logica stringente. Il Comune non può ritirare unilateralmente la firma dall’accordo, poiché si esporrebbe al rischio di un danno erariale, assumendosi una responsabilità che non è giustificata dallo svolgimento della vicenda e dai rapporti intercorsi con le amministrazioni dello Stato responsabili”.

"Il Comune oggi – concludono Bongiovanni e Mariotti - può trovare una soluzione soltanto di concerto con il Ministero della Difesa, che ha la piena titolarità delle caserme, e con tutti gli altri enti coinvolti. Per sbloccare questa situazione il Comune sta continuando a lavorare caparbiamente per rivedere l’accordo del 2001, per sbloccarlo e farlo arrivare definitivamente ad una conclusione positiva per Pisa. Per questo il voto contrario alla richiesta dei cittadini di ritirare la firma dal Protocollo Caserme".

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