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Domenica, 14 Aprile 2024
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Lotta alla mafia: con la "Carta di Pisa" la Torre capofila in Italia

E' stato presentato a Roma il nuovo documento promosso da "Avviso pubblico", l'associazione degli enti locali e delle regioni contro le mafie. Il sindaco Filippeschi: "Siamo pronti ad adottarlo"

Si chiama “Carta di Pisa” il nuovo codice etico predisposto da “Avviso Pubblico”, l’associazione che riunisce gli enti locali e le regioni italiane impegnati nella lotta contro le mafie, per tutti gli amministratori che intendono rafforzare trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione, presentato ieri pomeriggio a Roma nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati. E il riferimento alla città della Torre è decisamente più che giustificato dato che in primo luogo il documento è stato realizzato da un gruppo di lavoro, coordinato dal professor Alberto Vannucci, direttore del Master sulla Corruzione dell’Università di Pisa, che materialmente ha tenuto nella città toscana quasi tutte le riunioni e gli incontri di lavoro. E poi perché proprio Pisa sarà la prima città italiana ad adottare la Carta, un vero e proprio codice che fornisce alcune precise indicazioni agli amministrazioni locali su una serie di questioni specifiche come la trasparenza, il conflitto d’interessi, il finanziamento dell’attività politica, le nomine in enti e società pubbliche e i rapporti con l’autorità giudiziaria.

“Sono molto contento che il nome della mia città venga associato ad un’iniziativa così importante per la lotta alla corruzione politica e amministrativa e per la trasparenza del potere pubblico e di questo ringrazio Avviso Pubblico - ha detto il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, intervenuto alla presentazione del documento - abbiamo scelto di collaborare con la nostra Università per avviare nuove pratiche e questo è un inizio che dà la matrice per tante altre esperienze. La corruzione è un male assoluto e un enorme palla al piede dell'Italia. In particolare - ha proseguito - è significativo che il Codice etico possa essere adottato anche dai singoli sindaci. Questo evita percorsi complessi e consente di colpire nel segno, con sicurezza perché noi sindaci abbiamo poteri importanti e perché nominiamo gli assessori e i rappresentanti nelle aziende partecipate e nei consorzi, ai quali si estendono, naturalmente, le regole previste dal Codice. Sono pronto ad adottare il Codice che abbiamo presentato ieri, facendolo verificare al mio Segretario Generale e aggiungendo qualche specificazione legata alla nostra realtà. Inoltre come presidente di Legautonomie metterò l’associazione nella possibilità di veicolare questa iniziativa a tanti altri amministratori di tutto il paese”.

Il testo integrale del documento può essere scaricato da www.avvisopubblico.it.

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