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Cascina, spray al peperoncino e cartelli anti-violenza: l'intervento di Sinistra per Cascina e Federazione Provinciale di Sinistra Italiana

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Dopo la pessima uscita sulla Liberazione, la Sindaca di Cascina e la sua giunta adottano un altro provvedimento abominevole, finalizzato in apparenza a difendere le donne, ma che di fatto costruisce un teorema razzista che identifica nelle persone di lingua araba i potenziali stupratori. Il fatto di cronaca al quale il provvedimento rimanda è chiaramente lo stupro di Rimini.
Nella delibera di giunta di mercoledì 6 settembre si intende creare un fondo per l'acquisto di spray al peperoncino da distribuire alle donne che ne facciano richiesta, e insieme si dispone di affiggere cartelli in due lingue, araba e italiana, per richiamare evidentemente le persone di lingua araba al rispetto delle donne.
L'operazione è truce, in un colpo solo si indica nella persona di lingua araba un potenziale stupratore.
Fra parentesi: perché di lingua araba? Nelle sue spiegazioni la stessa Sindaca Ceccardi parla genericamente di “cultura profondamente diversa”, come se un Saudita, un Egiziano, un Libanese, un Marocchino appartenessero ad un’unica cultura, e come se tutte le culture diverse che si incontrano nel nostro territorio (arricchendolo, secondo noi) condividessero la conoscenza dell'arabo.
Ancora una volta questa giunta riesce a dare mostra di un pressappochismo impressionante. Ma l'importante è dare agli italiani il messaggio che quelli sono i nemici da educare e isolare.
E tutto questo dopo aver eliminato la Consulta per le Pari Opportunità, perché il neofemminismo alla wonder woman della Sindaca Ceccardi è fatto di donne con gli attributi, che sanno difendersi dalle aggressioni e conquistarsi la parità con i maschi con lo spray al peperoncino, imparando a "non fare le prede" (sue testuali parole), senza inutili simboli come scarpe o sedie rosse, e soprattutto senza dover tirare in ballo la dimensione culturale e collettiva dell’identità e della questione femminile.
Ci aspettiamo a questo punto che la Sindaca istituisca quanto prima un fondo per acquistare zanzariere, perché si sa, gli stranieri portano anche la malaria.

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